Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa Psicoterapeuta a Firenze

Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa Psicoterapeuta a Firenze

Sono la Dott.ssa Barbara Bandinelli, una Psicoterapeuta individuale, di coppia e di gruppo. Lavoro con Preadolescenti e adolescenti, oltre che con persone adulte, che presentano disagi emotivi e psicologici di vario tipo.

Lavoro da oltre 10 anni e ho maturato esperienze e competenze, prestando servizio in contesti pubblici e del privato sociale. La terapia consiste nel sostegno della persona e dei suoi legami, attraverso l'ascolto e la ridefinizione della sua sofferenza.

Ho un approccio rigoroso e non autoreferenziale. Collaboro con professionisti della salute mentale, in uno scambio efficace per la cura del paziente. 

Sono una professionista con esperienza nella cura delle patologie psicologiche e nel sostegno della persona, durante periodi di vita complessi e di passaggio.

Stress e senso di impotenza | Il Ritratto Psicologico di una Generazione

Oggigiorno lo stress, il senso di impotenza, le emozioni confuse e il malessere generale sono sempre più comuni. Quando la frequenza di questi stati d’animo cresce, fino a diventare un malessere quotidiano, è il momento di capirne il perché.

Il motivo profondo lo si trova nei grandi cambiamenti cui sta andando incontro la società attuale: questo riguarda le istituzioni, come le scuole, in cui gli insegnanti cambiano frequentemente e ‘privano’ i ragazzi di un punto di riferimento stabile e più in generale i gruppi, come le varie forme di associazioni di quartiere, dalle sportive, culturali e politiche fino al bar sotto casa, sempre meno sentite come punti fermi della nostra quotidianità. Lo stesso vale per le parrocchie, a lungo centri incontrastati di aggregazione, che oggi subiscono la laicizzazione della società perdendo quel ruolo. I punti di riferimento forse rimangono veri solo nei piccoli centri che riescono in qualche modo a difendersi da questi mutamenti antropologici, metre nella realtà cittadina ci sentiamo soli e non sappiamo con chi confrontarci.

Anche la famiglia è cambiata rispetto a quando era normale che più generazioni abitassero sotto lo stesso tetto aiutandosi reciprocamente, mentre ora, o non è più cosi, o non è vissuto serenamente dalle generazioni più giovani che possono vivere la cosa come ingerenza. Tutto è molto più complesso, perché è vero che da un lato c’è maggiore libertà, ma dall’altro questa libertà comporta la necessità di prendersi maggiori responsabilità che non possono essere delegate a questi punti di riferimento.

 

Locus of control: artefici del nostro futuro o vittime del nostro destino?

Per la mente tutto questo genera in realtà un allontanamento dalla possibilità di gestire le proprie vite, innescando una percezione del non averne potere, come se tutto dipendesse dall’esterno (locus of control esterno) che non fa altro che rendere le persone dipendenti e fragili. A questo stato di allarme, di paura, si reagisce con strategie volte a controllare il più possibile il contesto in cui si vive. Purtroppo però il controllo di tutto, oltre a non essere possibile, non è il modo migliore per adattarsi al meglio a queste nuove realtà. Esempi di controllo sono lerelazioni occasionali in crescita senza investimenti progettuali o le relazioni virtuali che durano anche anni senza trasformarsi mai , adolescenti che faticano a confrontarsi coi pari e familiari e che faticano a definirsi nei ruoli, aumento delle ludopatie etc. È importante perciò imparare ad ascoltare le emozioni e capire come metterle in dialogo con le persone care, ampliando le proprie consapevolezze per promuovere un cambiamento che ci porti ad avere una posizione attiva e propositiva nei confronti della vita e del mondo che ci circonda, accettandone le responsabilità e cogliendo le opportunità che questo comporta.

 

Il ruolo dello Psicologo e l'arte di ritrovare se stessi

Ricapitolando, le situazioni descritte possono comportare sensazioni di solitudine, tristezza, senso di instabilità profonda fino all’ansia, angoscia e a veri e propri attacchi di panico. Per uscire da questo labirinto è utile affrontare un percorso con un professionista psicoterapeuta allo scopo di capirne le cause e coltivare le proprie risorse interne, quali senso di adattamento, autostima, capacità di tessere relazioni stabili e fiducia, per aiutarci a stare meglio.

Firenze, 10/11/2018

Barbara Bandinelli,

 

Queste tematiche mi hanno portato ad organizzare insieme ad altri professionisti un incontro a Firenze nel Maggio 2018, dove abbiamo potuto dialogare rispetto a come i temi della precarietà e del controllo si collocano oltre che sugli aspetti psicologico di cui mi occupo anche nelle abitudini alimentari e percezione del dolore fisico.

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Ci sono dei momenti critici della vita (lutti, separazioni, perdita del lavoro, depressione post-partum, menopausa…) in cui può accadere di aver bisogno di un aiuto per poterli superare. Talvolta, pur non vivendo una situazione di particolare stress, si sente che le proprie risorse personali non vengono espresse pienamente e si sente il desiderio di scoprirle e di dare una nuova direzione alla propria vita.

Consulenza Psicologica: è uno spazio d’ascolto volto alla comprensione profonda di un problema e alla ricerca delle modalità di intervento più opportune. Può essere costituita anche da un solo colloquio.


Psicoterapia Individuale: in seguito alla fase di consulenza, può essere valutata l’opportunità di iniziare un percorso psicoterapeutico. Questo è un valido aiuto per la conoscenza di se stessi, la riscoperta delle proprie potenzialità e la risoluzione di eventuali problematiche.


Psicoterapia di Coppia: incomprensioni, tensioni col partner, senso di insoddisfazione, stallo di coppia: a volte anche pochi incontri di terapia di coppia possono aiutare a sbloccare situazioni di crisi anche acute, che spesso sono legate a problemi di comunicazione.


Psicoterapia Familiare: tensioni tra genitori e figli, preoccupazioni e dubbi dei genitori sui percorsi di crescita dei loro figli, le regole con i bambini e gli adolescenti, sostegno genitoriale…  Affrontando una problematica in modo precoce e mirato, si può aiutare la famiglia che attraversa una crisi a recuperare l’armonia e il suo buon funzionamento.

 

Contatta lo Psicologo di Firenze

Se desideri richiedere un appuntamento per una consulenza di Coppia presso i miei a Firenze puoi contattarmi al 328.24.39.494, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 20, oppure tramite l'apposita area

 

Psicoterapia per Adulti

 

Psicoterapia per Adulti

Quando a presentare una difficoltà psicologica, emotiva e/o relazionale e' un adulto, ci troviamo davanti ad un momento della vita di questa persona molto delicato, di sofferenza e di crisi, che va inteso cogliendone gli aspetti evolutivi. La crisi infatti porta al suo interno la possibilità di rottura rispetto a qualcosa di obsoleto, che chiede di essere cambiato. Se la fase di vita in cui la persona si trova, e' diversa da quella precedente, e' molto probabile che le strategie usate fino a quel momento per stare nelle situazioni, non funzionino più, e che la persona ne debba trovare delle nuove.

Questo e' chiaramente un discorso introduttivo molto generale, che poi deve essere personalizzato in base alla situazione soggettiva.

I sintomi che accompagnano le fasi di crisi possono essere molteplici, lo psicoterapeuta quindi, quando contattato dal cliente, proporrà un paio di colloqui, al fine di farsi aiutare a comprendere nel dettaglio la natura del sintomo stesso e il metodo di cura più adatto per curarlo. Durante questi primi colloqui, sara' cura del professionista porgere delle domande al paziente, al fine di indagare le varie aree della vita della persona stessa, per comprendere il contesto all' interno del quale essa si colloca e vive. 

In seguito, il professionista proporrà al cliente un progetto di cura e intervento psicologico e psicoterapeutico, che talvolta potrebbe necessitare della collaborazione con altri professionisti quali Psichiatri, Neurologi, Nutrizionisti... all'interno di un assetto di cura multidisciplinare e integrato. 

  

Psicoterapia individuale

La psicoterapia individuale è un percorso volto al raggiungimento di una maggiore consapevolezza di sé e del funzionamento della propria mente e del proprio stile relazionale.

Durante il percorso di cura, la persona può sperimentare come la maggiore consapevolezza sia un primo passo verso la comprensione delle problematiche e l'apprendimento di strategie attive che portano al benessere emotivo e relazionale.

 

Quando chiedere un consulto psicologico

Vediamo alcuni dei problemi che possono necessitare di un aiuto psicologico:

  • Attacchi di panico
  • Ansia e angoscia
  • Paura di non farcela ad affrontare un cambiamento
  • Forte tristezza e sentimenti di depressione
  • Difficoltà a gestire vissuti di collera e aggressività verso se stessi o/e gli altri
  • Disturbi del sonno e del comportamento alimentare
  • Difficoltà di concentrazione e conseguente difficoltà a portare a termine un lavoro
  • Mobbing lavorativo e stress correlato a situazioni lavorative
  • Separazioni e divorzi coniugali
  • Lutti e perdite di persone care, con conseguenti sentimenti difficili da gestire
  • Trasferimenti e cambiamenti vissuti come fonte di disorientamento
  • Difficoltà a gestire le relazioni con gli altri
  • Isolamento sociale e affettivo
  • Forte insicurezza e timidezza che comporta chiusura e blocco relazionale
  • Dipendenza affettiva, ludopatia, dipendenza dal lavoro o da sostanze
  • Stanchezza cronica e invalidante

 

Studio Di Psicoterapia e Supporto Psicologico a Roma

Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa Psicoterapeuta per Adulti e Bambini a Roma

Ricevo solo su appuntamento presso lo “Studio di Psicoterapia e Supporto Psicologico” sito a Roma in Via Bradano, zona Piazza Istria.

 

 

Studio di psicoterapia a Roma

Studio Di Psicoterapia e Supporto Psicologico a Firenze

Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa e Psicoterapeuta per preadolescenti, adolescenti e adulti a Firenze

Ricevo solo su appuntamento presso gli “Studio di Psicoterapia e Supporto Psicologico” siti a Firenze 

 

Studio di psicoterapia a Firenze Nord

Via Giovan Filippo Mariti,  zona Rifredi

 

 

Studio di psicoterapia a Firenze Sud

Viale Donato Giannotti, zona Piazza Gavinana, Viale Europa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Psicoterapia, Consulenza Psicologica | Supporto Psicologico | Psicologa Psicoterapeuta Firenze | Firenze Studio psicologia

Ambiti e problematiche trattate dallo psicologo

 

Consulenza Psicologica a Firenze e Roma

In qualita di psicologa e psicoterapeuta per adulti, preadolescenti e adolescenti, metto a disposizione le mie competenze al fine di aiutare le persone  ad affrontare momenti di vita faticosi e dolorosi, che talvolta si manifestano con forme sintomatologiche quali umore depresso e/o ansioso, attacchi di  panico, claustrofobia, paure di diverso tipo, disturbi del comportamento alimentare e/o del sonno, solo per citarne alcune.Tali difficoltà, molto spesso, sono causa di profonda sofferenza: la psicoterapia ha la funzione di aiutare la persona a mettere in parole questo disagio, all'interno di una relazione professionale e competente, al fine di comprenderlo e trovarne un nuovo significato.

Nel caso di preadolescenti e adolescenti, le difficoltà si riscontrano spesso a partire dalla segnalazione di un docente della scuola frequentata dal minore, o comunque non di rado le difficoltà del ragazzo si riscontrano in ambito scolastico: scarsi rendimenti nella didattica, blocchi nel percorso scolastico, assenze ripetute e frequenti, disturbi dell apprendimento (D.S.A.), difficoltà relazionali con i pari o con i professori.

Sempre in qualità di psicologa e psicoterapeuta offro la mia professionalità e esperienza anche in contesti scolastici di ordine e grado differente, al fine di svolgere valutazioni e progetti di ricerca-intervento, con lo scopo di sostenere il corpo docente e scolastico nell'affrontare problematiche inerenti i gruppi classe, o i ragazzi stessi che li frequentano.

 

Quando chiedere un aiuto psicologico

Ci sono alcuni periodi della vita che possono essere particolarmente difficili da affrontare. Periodi in cui le risorse che abbiamo sembrano non bastare e il sentimento di solitudine prende campo.

È consigliabile chiedere un consulto psicologico in quelle fasi della vita dove ci sentiamo di non riuscire ad andare avanti, ad evolvere e a procedere serenamente, in quei momenti quindi in cui ci sentiamo bloccati.

Ci sono eventi importanti della vita che possono creare sofferenza, come eventi di lutto e perdita di persone care, separazioni, trasferimenti, cambiamenti importanti, così come può accadere di provare sofferenza e non capirne l' origine.

In entrambe le situazioni, se ci si rende conto che le soluzioni che si stanno adottando per affrontare queste fasi, non sono promotrici di cambiamenti che ci fanno stare meglio, può essere utile rivolgersi ad uno specialista, psicologo e psicoterapeuta, che metta a disposizione le sue competenze per aiutare la persona, la famiglia o la coppia a comprendere il motivo di tali blocchi e per trovare insieme il senso di tale malessere, al fine di risolverlo.

 

La psicoterapia individuale 

La psicoterapia individuale è una modalità di trattamento in cui lo psicoterapeuta e il paziente lavorano insieme per affrontare e cambiare una situazione di sofferenza psicologica. La psicoterapia è basata sul rapporto professionale e di fiducia tra paziente e psicoterapeuta. 

E' un percorso che ci conduce a recuperare il nostro benessere psicologico, eliminando il disturbo o il disagio che ci impedisce di vivere serenamente.

 

La psicoterapia di coppia 

La psicoterapia di coppia viene proposta qualora la persona riporti la necessita' e il desiderio di essere aiutato, insieme al partner, ad affrontare situazioni conflittuali e faticose, al fine di comprendere la loro origine e le modalità per risolverle.

 

La psicoterapia familiare 

La psicoterapia familiare viene proposta dal professionista o richiesta da uno dei membri della famiglia stessa, quando il gruppo familiare incontra problematiche che riguardano le relazioni e le dinamiche tra i familiari stessi, che comportano malessere, atmosfera conflittuale e difficoltà, se non impossibilita', a comunicare. Attraverso i colloqui familiari, i partecipanti vengono aiutati, all interno di un contesto protetto e mediato dalla presenza del professionista, a fare un pensiero sulle modalità relazionali, oltre che a mettere in parola il proprio disagio, al fine di una maggiore comprensione reciproca e della risoluzione del conflitto.

 

La psicoterapia di gruppo 

La psicoterapia di gruppo e' un assetto di cura attraverso cui il partecipante ha modo di confrontarsi con altre perone a lui estranee , in un contesto neutro e protetto, a riguardo delle sue difficoltà e dei suoi stili di vita che ritiene fonte del suo disagio. Esistono gruppi di psicoterapia differenti, che vengono fondati e pensati dallo psicoterpeuta con obiettivi specifici, in base a molti fattori.

 

Psicoterapia a Firenze

Hai già avuto esperienze di terapie di psicologica ma non ti sono state di alcun aiuto?

Sono psicologa psicoterapeuta, esercito la mia attività a Firenze Nord in Via Giovan Filippo Mariti e a Firenze Sud, Viale Donato Giannotti, zona Piazza Gavinana.

Svolgo psicoterapia individuale, di coppia, familiare e psicoterapia per preadolescenti, adolescenti. Se cerchi una psicologa a Firenze, contattami tramite l'apposita area.

 

Tutti i colloqui svolti dallo psicoterapeuta avvengono in un regime professionale orientato dal codice deontologico degli psicologi  (codice deontologico psicologi).

Codice deontologico psicologi

 

CAPO I
Principi generali

Le regole del presente Codice Deontologico sono vincolanti per tutti gli iscritti all’Albo degli psicologi. Lo psicologo è tenuto alla loro conoscenza e l’ignoranza delle medesime non esime dalla responsabilità disciplinare. Le stesse regole si applicano anche nei casi in cui le prestazioni, o parti di esse, vengano effettuate a distanza, via Internet o con qualunque altro mezzo elettronico e/o telematico.

Articolo 2

L’inosservanza dei precetti stabiliti nel presente Codice deontologico, ed ogni azione od omissione comunque contrarie al decoro, alla dignità ed al corretto esercizio della professione, sono punite secondo quanto previsto dall’art. 26, comma 1°, della Legge 18 febbraio 1989, n. 56, secondo le procedure stabilite dal Regolamento disciplinare.

Articolo 3

Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità. In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace. Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri; pertanto deve prestare particolare attenzione ai fattori personali, sociali, organizzativi, finanziari e politici, al fine di evitare l’uso non appropriato della sua influenza, e non utilizza indebitamente la fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza dei committenti e degli utenti destinatari della sua prestazione professionale. Lo psicologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze.

Articolo 4

Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità.Lo psicologo utilizza metodi e tecniche salvaguardando tali principi, e rifiuta la sua collaborazione ad iniziative lesive degli stessi. Quando sorgono conflitti di interesse tra l’utente e l’istituzione presso cui lo psicologo opera, quest’ultimo deve esplicitare alle parti, con chiarezza, i termini delle proprie responsabilità ed i vincoli cui è professionalmente tenuto. In tutti i casi in cui il destinatario ed il committente dell’intervento di sostegno o di psicoterapia non coincidano, lo psicologo tutela prioritariamente il destinatario dell’intervento stesso.

Articolo 5

Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera. La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale. Riconosce i limiti della propria competenza e usa, pertanto solo strumenti teorico – pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.

Articolo 6

Lo psicologo accetta unicamente condizioni di lavoro che non compromettano la sua autonomia professionale ed il rispetto delle norme del presente codice, e, in assenza di tali condizioni, informa il proprio Ordine. Lo psicologo salvaguarda la propria autonomia nella scelta dei metodi, delle tecniche e degli strumenti psicologici, nonché della loro utilizzazione; è perciò responsabile della loro applicazione ed uso, dei risultati, delle valutazioni ed interpretazioni che ne ricava. Nella collaborazione con professionisti di altre discipline esercita la piena autonomia professionale nel rispetto delle altrui competenze.

Articolo 7

Nelle proprie attività professionali, nelle attività di ricerca e nelle comunicazioni dei risultati delle stesse, nonché nelle attività didattiche, lo psicologo valuta attentamente, anche in relazione al contesto, il grado di validità e di attendibilità di informazioni, dati e fonti su cui basa le conclusioni raggiunte; espone, all’occorrenza, le ipotesi interpretative alternative, ed esplicita i limiti dei risultati. Lo psicologo, su casi specifici, esprime valutazioni e giudizi professionali solo se fondati sulla conoscenza professionale diretta ovvero su una documentazione adeguata ed attendibile.

Articolo 8

Lo psicologo contrasta l’esercizio abusivo della professione come definita dagli articoli 1 e 3 della Legge 18 febbraio 1989, n. 56, e segnala al Consiglio dell’Ordine i casi di abusivismo o di usurpazione di titolo di cui viene a conoscenza. Parimenti, utilizza il proprio titolo professionale esclusivamente per attività ad esso pertinenti, e non avalla con esso attività ingannevoli od abusive.

Articolo 9

Nella sua attività di ricerca lo psicologo è tenuto ad informare adeguatamente i soggetti in essa coinvolti al fine di ottenerne il previo consenso informato, anche relativamente al nome, allo status scientifico e professionale del ricercatore ed alla sua eventuale istituzione di appartenenza. Egli deve altresì garantire a tali soggetti la piena libertà di concedere, di rifiutare ovvero di ritirare il consenso stesso.Nell’ipotesi in cui la natura della ricerca non consenta di informare preventivamente e correttamente i soggetti su taluni aspetti della ricerca stessa, lo psicologo ha l’obbligo di fornire comunque, alla fine della prova ovvero della raccolta dei dati, le informazioni dovute e di ottenere l’autorizzazione all’uso dei dati raccolti. Per quanto concerne i soggetti che, per età o per altri motivi, non sono in grado di esprimere validamente il loro consenso, questo deve essere dato da chi ne ha la potestà genitoriale o la tutela, e, altresì, dai soggetti stessi, ove siano in grado di comprendere la natura della collaborazione richiesta. Deve essere tutelato, in ogni caso, il diritto dei soggetti alla riservatezza, alla non riconoscibilità ed all’anonimato.

Articolo 10

Quando le attività professionali hanno ad oggetto il comportamento degli animali, lo psicologo si impegna a rispettarne la natura ed a evitare loro sofferenze.

Articolo 11

Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie, fatti o informazioni apprese in ragione del suo rapporto professionale, né informa circa le prestazioni professionali effettuate o programmate, a meno che non ricorrano le ipotesi previste dagli articoli seguenti.

Articolo 12

Lo psicologo si astiene dal rendere testimonianza su fatti di cui è venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto professionale. Lo psicologo può derogare all’obbligo di mantenere il segreto professionale, anche in caso di testimonianza, esclusivamente in presenza di valido e dimostrabile consenso del destinatario della sua prestazione. Valuta, comunque, l’opportunità di fare uso di tale consenso, considerando preminente la tutela psicologica dello stesso.

Articolo 13

Nel caso di obbligo di referto o di obbligo di denuncia, lo psicologo limita allo stretto necessario il riferimento di quanto appreso in ragione del proprio rapporto professionale, ai fini della tutela psicologica del soggetto. Negli altri casi, valuta con attenzione la necessità di derogare totalmente o parzialmente alla propria doverosa riservatezza, qualora si prospettino gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del soggetto e/o di terzi.

Articolo 14

Lo psicologo, nel caso di intervento su o attraverso gruppi, è tenuto ad in informare, nella fase iniziale, circa le regole che governano tale intervento. È tenuto altresì ad impegnare, quando necessario, i componenti del gruppo al rispetto del diritto di ciascuno alla riservatezza.

Articolo 15

Nel caso di collaborazione con altri soggetti parimenti tenuti al segreto professionale, lo psicologo può condividere soltanto le informazioni strettamente necessarie in relazione al tipo di collaborazione.

Articolo 16

Lo psicologo redige le comunicazioni scientifiche, ancorché indirizzate ad un pubblico di professionisti tenuti al segreto professionale, in modo da salvaguardare in ogni caso l’anonimato del destinatario della prestazione.

Articolo 17

La segretezza delle comunicazioni deve essere protetta anche attraverso la custodia e il controllo di appunti, note, scritti o registrazioni di qualsiasi genere e sotto qualsiasi forma, che riguardino il rapporto professionale. Tale documentazione deve essere conservata per almeno i cinque anni successivi alla conclusione del rapporto professionale, fatto salvo quanto previsto da norme specifiche. Lo psicologo deve provvedere perché, in caso di sua morte o di suo impedimento, tale protezione sia affidata ad un collega ovvero all’Ordine professionale.Lo psicologo che collabora alla costituzione ed all’uso di sistemi di documentazione si adopera per la realizzazione di garanzie di tutela dei soggetti interessati.

Articolo 18

In ogni contesto professionale lo psicologo deve adoperarsi affinché sia il più possibile rispettata la libertà di scelta, da parte del cliente e/o del paziente, del professionista cui rivolgersi.

Articolo 19

Lo psicologo che presta la sua opera professionale in contesti di selezione e valutazione è tenuto a rispettare esclusivamente i criteri della specifica competenza, qualificazione o preparazione, e non avalla decisioni contrarie a tali principi.

Articolo 20

Nella sua attività di docenza, di didattica e di formazione lo psicologo stimola negli studenti, allievi e tirocinanti l’interesse per i principi deontologici, anche ispirando ad essi la propria condotta professionale.

Articolo 21

L’insegnamento dell’uso di strumenti e tecniche conoscitive e di intervento riservati alla professione di psicologo a persone estranee alla professione stessa costituisce violazione deontologica grave. Costituisce aggravante avallare con la propria opera professionale attività ingannevoli o abusive concorrendo all’attribuzione di qualifiche, attestati o inducendo a ritenersi autorizzati all’esercizio di attività caratteristiche dello psicologo. Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) basati sull’applicazione di principi, conoscenze, modelli o costrutti psicologici. È fatto salvo l’insegnamento di tali strumenti e tecniche agli studenti dei corsi di studio universitari in psicologia e ai tirocinanti. È altresì fatto salvo l’insegnamento di conoscenze psicologiche.

 

CAPO II
Rapporti con l’utenza e con la committenza

Articolo 22

Lo psicologo adotta condotte non lesive per le persone di cui si occupa professionalmente, e non utilizza il proprio ruolo ed i propri strumenti professionali per assicurare a sè o ad altri indebiti vantaggi.

Articolo 23

Lo psicologo pattuisce nella fase iniziale del rapporto quanto attiene al compenso professionale. In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera. In ambito clinico tale compenso non può essere condizionato all’esito o ai risultati dell’intervento professionale.

Articolo 24

Lo psicologo, nella fase iniziale del rapporto professionale, fornisce all’individuo, al gruppo, all’istituzione o alla comunità, siano essi utenti o committenti, informazioni adeguate e comprensibili circa le sue prestazioni, le finalità e le modalità delle stesse, nonché circa il grado e i limiti giuridici della riservatezza. Pertanto, opera in modo che chi ne ha diritto possa esprimere un consenso informato. Se la prestazione professionale ha carattere di continuità nel tempo, dovrà esserne indicata, ove possibile, la prevedibile durata.

Articolo 25

Lo psicologo non usa impropriamente gli strumenti di diagnosi e di valutazione di cui dispone. Nel caso di interventi commissionati da terzi, informa i soggetti circa la natura del suo intervento professionale, e non utilizza, se non nei limiti del mandato ricevuto, le notizie apprese che possano recare ad essi pregiudizio. Nella comunicazione dei risultati dei propri interventi diagnostici e valutativi, lo psicologo è tenuto a regolare tale comunicazione anche in relazione alla tutela psicologica dei soggetti.

Articolo 26

Lo psicologo si astiene dall’intraprendere o dal proseguire qualsiasi attività professionale ove propri problemi o conflitti personali, interferendo con l’efficacia delle sue prestazioni, le rendano inadeguate o dannose alle persone cui sono rivolte.Lo psicologo evita, inoltre, di assumere ruoli professionali e di compiere interventi nei confronti dell’utenza, anche su richiesta dell’Autorità Giudiziaria, qualora la natura di precedenti rapporti possa comprometterne la credibilità e l’efficacia.

Articolo 27

Lo psicologo valuta ed eventualmente propone l’interruzione del rapporto terapeutico quando constata che il paziente non trae alcun beneficio dalla cura e non è ragionevolmente prevedibile che ne trarrà dal proseguimento della cura stessa. Se richiesto, fornisce al paziente le informazioni necessarie a ricercare altri e più adatti interventi.

Articolo 28

Lo psicologo evita commistioni tra il ruolo professionale e vita privata che possano interferire con l’attività professionale o comunque arrecare nocumento all’immagine sociale della professione. Costituisce grave violazione deontologica effettuare interventi diagnostici, di sostegno psicologico o di psicoterapia rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significative di natura personale, in particolare di natura affettivo-sentimentale e/o sessuale. Parimenti costituisce grave violazione deontologica instaurare le suddette relazioni nel corso del rapporto professionale. Allo psicologo è vietata qualsiasi attività che, in ragione del rapporto professionale, possa produrre per lui indebiti vantaggi diretti o indiretti di carattere patrimoniale o non patrimoniale, ad esclusione del compenso pattuito. Lo psicologo non sfrutta la posizione professionale che assume nei confronti di colleghi in supervisione e di tirocinanti, per fini estranei al rapporto professionale.

Articolo 29

Lo psicologo può subordinare il proprio intervento alla condizione che il paziente si serva di determinati presidi, istituti o luoghi di cura soltanto per fondati motivi di natura scientifico-professionale.

Articolo 30

Nell’esercizio della sua professione allo psicologo è vietata qualsiasi forma di compenso che non costituisca il corrispettivo di prestazioni professionali.

Articolo 31

Le prestazioni professionali a persone minorenni o interdette sono, generalmente, subordinate al consenso di chi esercita sulle medesime la potestà genitoriale o la tutela.Lo psicologo che, in assenza del consenso di cui al precedente comma, giudichi necessario l’intervento professionale nonché l’assoluta riservatezza dello stesso, è tenuto ad informare l’Autorità Tutoria dell’instaurarsi della relazione professionale. Sono fatti salvi i casi in cui tali prestazioni avvengano su ordine dell’autorità legalmente competente o in strutture legislativamente preposte.

Articolo 32

Quando lo psicologo acconsente a fornire una prestazione professionale su richiesta di un committente diverso dal destinatario della prestazione stessa, è tenuto a chiarire con le parti in causa la natura e le finalità dell’intervento.

 

CAPO III
Rapporti con i colleghi

Articolo 33

I rapporti fra gli psicologi devono ispirarsi al principio del rispetto reciproco, della lealtà e della colleganza. Lo psicologo appoggia e sostiene i Colleghi che, nell’ambito della propria attività, quale che sia la natura del loro rapporto di lavoro e la loro posizione gerarchica, vedano compromessa la loro autonomia ed il rispetto delle norme deontologiche.

Articolo 34

Lo psicologo si impegna a contribuire allo sviluppo delle discipline psicologiche e a comunicare i progressi delle sue conoscenze e delle sue tecniche alla comunità professionale, anche al fine di favorirne la diffusione per scopi di benessere umano e sociale.

Articolo 35

Nel presentare i risultati delle proprie ricerche, lo psicologo è tenuto ad indicare la fonte degli altrui contributi.

Articolo 36

Lo psicologo si astiene dal dare pubblicamente su colleghi giudizi negativi relativi alla loro formazione, alla loro competenza ed ai risultati conseguiti a seguito di interventi professionali, o comunque giudizi lesivi del loro decoro e della loro reputazione professionale. Costituisce aggravante il fatto che tali giudizi negativi siano volti a sottrarre clientela ai colleghi. Qualora ravvisi casi di scorretta condotta professionale che possano tradursi in danno per gli utenti o per il decoro della professione, lo psicologo è tenuto a darne tempestiva comunicazione al Consiglio dell’Ordine competente.

Articolo 37

Lo psicologo accetta il mandato professionale esclusivamente nei limiti delle proprie competenze. Qualora l’interesse del committente e/o del destinatario della prestazione richieda il ricorso ad altre specifiche competenze, lo psicologo propone la consulenza ovvero l’invio ad altro collega o ad altro professionista.

Articolo 38

Nell’esercizio della propria attività professionale e nelle circostanze in cui rappresenta pubblicamente la professione a qualsiasi titolo, lo psicologo è tenuto ad uniformare la propria condotta ai principi del decoro e della dignità professionale.

 

CAPO IV
Rapporti con la società

Articolo 39

Lo psicologo presenta in modo corretto ed accurato la propria formazione, esperienza e competenza. Riconosce quale suo dovere quello di aiutare il pubblico e gli utenti a sviluppare in modo libero e consapevole giudizi, opinioni e scelte.

Articolo 40

Indipendentemente dai limiti posti dalla vigente legislazione in materia di pubblicità, lo psicologo non assume pubblicamente comportamenti scorretti finalizzati al procacciamento della clientela. In ogni caso, può essere svolta pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dai competenti Consigli dell’Ordine. Il messaggio deve essere formulato nel rispetto del decoro professionale, conformemente ai criteri di serietà scientifica ed alla tutela dell’immagine della professione. La mancanza di trasparenza e veridicità del messaggio pubblicizzato costituisce violazione deontologica.

 

CAPO V
Norme di attuazione

Articolo 41

È istituito presso la “Commissione Deontologia” dell’Ordine degli psicologi l’ ”Osservatorio permanente sul Codice Deontologico”, regolamentato con apposito atto del Consiglio Nazionale dell’Ordine, con il compito di raccogliere la giurisprudenza in materia deontologica dei Consigli regionali e provinciali dell’Ordine e ogni altro materiale utile a formulare eventuali proposte della Commissione al Consiglio Nazionale dell’Ordine, anche ai fini della revisione periodica del Codice Deontologico. Tale revisione si atterrà alle modalità previste dalla Legge 18 febbraio 1989, n. 56.

Articolo 42

Il presente Codice Deontologico Psicologi entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla proclamazione dei risultati del referendum di approvazione, ai sensi dell’art. 28, comma 6, lettera c) della Legge 18 febbraio 1989, n. 56.

 

Per approfondimenti sul codice deontologico psicologi consultare:  Ordine degli Psicologi

Cos’è la psicoterapia familiare e quando serve

 

Psicoterapia familiare a Firenze  

 

La psicoterapia familiare viene proposta dal professionista o richiesta da uno dei membri della famiglia stessa, quando il gruppo familiare incontra problematiche che riguardano le relazioni e le dinamiche tra i familiari stessi, che comportano malessere, atmosfera conflittuale e difficolta, se non impossibilita, a comunicare. la Psicoterapia familiare puo' esere necessaria anche quando i membri che la compongono stanno attraversando una fase delicata di cambiamento e crisi.

Attraverso i colloqui familiari, i partecipanti vengono aiutati, all interno di un contesto protetto e mediato dalla presenza del professionista, a fare un pensiero sulle modalita relazionali, oltre che a mettere in parola il proprio disagio, al fine di una maggiore comprensione reciproca e della risoluzione del conflitto.

 

Come funziona la psicoterapia familiare

Alle sedute di psicoterapia partecipa solitamente tutta la famiglia anche se il terapeuta in alcune casistiche può decidere d’incontrare individualmente i membri. Come primo step si cercherà di scoprire la "storia familiare", indispensabile per poter conoscere la struttura della famiglia e le dinamiche create all'interno della stessa e per poter indirizzare più efficacemente la terapia. In seguito si passerà a studiare i rapporti comunicativi e relazionali all’interno del nucleo familiare cercando di incentrare la terapia sul disagio che causa il mal funzionamento del sistema e andando a riattivare le risorse dei membri che ne fanno parte.

 

Quando può essere utile la psicoterapia familiare

Vediamo insieme alcune situazioni in cui può essere necessario richiedere una consulenza psicologica.

  • Situazioni conflittuali aspre e ripetute, che si sviluppano in famiglia e che non trovano soluzione
  • Difficoltà a trovare regole di convivenza condivise e uno stile educativo condiviso nei confronti del figlio
  • Problemi con un figlio che presenta comportamenti anomali (in tal caso potrebbe essere necessario un percorso di psicoterapia individuale con il figlio).
  • Eventi traumatici che coinvolgono il nucleo familiare
  • Lutti vissuti come traumatici e perdite difficili da elaborare
  • Fasi delicate del ciclo familiare quali trasferimenti, e altri cambiamenti destabilizzanti
  • Difficoltà di comunicazione tra genitori e figli
  • Difficoltà a gestire la crescita del figlio e conseguenti problemi nello sviluppo dell autonomia del figlio
  • Blocchi in una delle fasi del ciclo di vita della famiglia , nuovi equilibri da trovare

 

Richiedi una consulenza allo Psicologo

Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, è invece una voglia di impegnarsi per vivere a pieno delle nostre potenzialità e risorse, è una forma di maturità e di coraggio di voler cambiare il nostro stato emotivo e mentale, di voler essere felice.

Se desideri richiedere un appuntamento per una consulenza presso il mio studio di Firenze puoi contattarmi al 328.24.39.494, dal lunedi’ al venerdi’ dalle ore 8 alle ore 20, oppure tramite l'apposita area

 

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Psicologa Psicoterapeuta a Firenze

La Dott.ssa Barbara Bandinelli riceve a Firenze

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Psicologa a Firenze

iscritta all'Ordine Psicologi – psicoterapeuta specializzata per aiuto per momenti di crisi, crescita personale, difficoltà relazionali, autostima, rielaborazione di traumi, crisi di coppiagestione dell'ansia.