Pillole di Psicologia e Psicoterapia

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E’ il momento giusto?

“Non ho l’eta’ per amarti”, cantava Gigliola Cinquetti a metà degli anni 60, quando i sedici anni erano considerati un’età prematura per una relazione amorosa. Ma il momento più giusto per prendere ua determinata scelta o vivere una determinata esperienza non e’ dettato solo da usi e costumi del sociale. La letteratura scientifica sul “perfect timing” è davvero vasta: non mancano ricerche in cui gli studiosi, sociologi, antropologi soprattutto Statunitensi, hanno scritto articoli in cui parlano delle fasi del ciclo di vita in cui e’ piu’ frequente fare determinate esperienze e/o scelte di vita, come ad esempio imparare una seconda lingua, sfoderare la propria creatività, sposarsi e far durare il matrimonio, stringere legami di amicizia durevoli, sentirsi sicuri di se stessi...

Io, in qualità di Psicologa clinica e Psicoterapeuta, ho di recente commentato un articolo uscito sul settimanale n. 27 di salute e benessere “Viversani e belli” a cura di Luana Trumino Luisi, e ho risposto ad alcune domande che l’autrice mi ha posto su questo interessante tema: quali sono i segnali che indicano il momento ideale per fare determinate scelte? Aspettare il momento giusto puo’ essere un modo per rimandare un’esperienza ed una scelta che non si ha voglia di prendere? Per le risposte e le altre domande che trattano questo tema Vi invito a leggere per intero l’articolo in forma cartacea che trovate in edicola a pagina 13 del settimanale, uscito il primo Luglio 2019.

Che cos'è l'ansia?

L'ansia è un sintomo psicologico caratterizzato da una sensazione di Forte preoccupazione e/o paura.

La paura è un sentimento che riguarda pensieri presenti e che permette di reagire ad eventi nel qui ed ora, l'ansia invece riguarda la preoccupazione per accadimenti futuri e per situazioni che si teme di non riuscire a gestire.

Non è sempre facile riconoscere l'ansia, anche perché essa può presentarsi sotto varie forme. La caratteristica che unisce le varie forme di ansia è la sensazione di allarme, che predispone il corpo ad una tensione fisica e che lo "prepara" ad una reazione di attacco-fuga. L'ansia è il sintomo che caratterizza la persona che si sente in pericolo, di fronte a situazioni nuove e imprevedibili, è la reazione di colui che si sente vulnerabile, indifeso. 

 

Differenze tra ansia sana e patologica

L'ansia è un sintomo molto utile per la "sopravvivenza" e l'adattamento dell'individuo e per il suo adoperarsi alla ricerca di soluzioni nuove. Un buon livello di ansia infatti aumenta la tensione fisica e l'attenzione, la reattività agli stimoli, "sveglia", se così si può dire, e rende maggiormente pronti a dare una risposta alle richieste che arrivano dall'esterno.

I problemi cominciano nel momento in cui l'ansia diventa ingestibile, ovvero aumenta fino a diventare insostenibile. A quel punto non è più un aiuto per la persona, ma bensì un ostacolo: annebbia la mente, blocca e indebolisce il fisico che, in preda ad un forte attacco di ansia, reagisce iperattivandosi o, al contrario, sentendosi debole.

Nel caso in cui l ansia diventa superiore alla possibilità per la mente di gestirla, si parla di angoscia e panico.

 

Sintomi dei disturbi d'ansia

I sintomi fisici e cognitivi caratteristici di un forte attacco di ansia e/o di panico sono:

  • Respiro corto e veloce (iperventilazione)
  • Sudorazione eccessiva
  • Palpitazioni
  • Tremori
  • Sensazioni di soffocamento e fame d'aria
  • Dolore e fastidio al petto
  • Nausea e disturbi addominali
  • Vertigini e sensazioni di testa leggera
  • Derealizzazione e depersonalizzazione
  • Paura di perdere il controllo e di diventare "pazzo"
  • Paura di morire

 

Differenze tra ansia e attacchi di panico

L'ansia è diffusa e fa un po da sottofondo, mentre l'attacco di panico può durare qualche minuto ed è definito dal DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) come un lasso di tempo preciso in cui la persona colpita prova paura o disagio intensi, in assenza di un vero pericolo, accompagnati da  almeno quattro dei sintomi elencati sopra.

 

Come gestire gli attacchi di ansia generalizzata

In un'ottica psicologica e psicodinamica, la terapia per affrontare, gestire e risolvere questo tipo di disagio, promuove la comprensione delle cause che generano nella persona questo tipo di risposta. Perché se è vero che apparentemente non sembra esserci un pericolo evidente nel qui ed ora dell attacco di panico, è pur vero che la persona che prova ansia forte ha diritto di essere accolta e ascoltata da un professionista,  e aiutata a trovare e a comprendere i motivi che generano e danno origine questo tipo di sintomatologia, peraltro molto dolorosa e talvolta invalidante.

Una volta attraversata nel percorso di psicoterapia questa prima tappa di ascolto del malessere, comprensione delle cause e della sofferenza provata dalla persona,  il sintomo solitamente regredisce, lasciando molto più spazio ed energia da impiegare per reagire alle cause che sottendono  il malessere in modo concreto e attivo.

Se desideri ulteriori informazioni sul trattamento dell’ansia generalizzata presso il mio studio di psicoterapia e supporto psicologico a Firenze, contattami e sarò lieta di risponderti quanto prima.

In collaborazione con lo studio di Psicoterapia di Novoli www.psicoterapia-firenze.it abbiamo pensato di organizzare a Firenze un ciclo di incontri di gruppo rivolti a studenti fuori sede, afferenti alle varie facoltà dell’Università degli studi di Firenze.

L’idea nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di pensiero e condivisione, sfruttando al meglio lo strumento del gruppo omogeneo. L'identità dello studente è di per sé un'identità in evoluzione, che si sviluppa in diverse fasi, dall'iniziale scelta della facoltà e della città dove frequentare, per poi passare allo stadio intermedio, che spesso dura anche anni, di studio, lezioni in facoltà, esami da preparare, per poi, quasi sempre, concludersi con la preparazione della tesi e il conseguimento della tanto agognata Laurea.

Se poi ci aggiungiamo allo stato di studente quello di fuori sede, ci ritroviamo a situazioni in cui la persona deve fare i conti con esperienze tanto complesse quanto intriganti, come la scelta di andare a vivere lontani dalla famiglia e dal luogo di origine, la gestione degli aspetti della vita quotidiana che spesso, fino ad allora, era delegata in toto ai genitori, il ritrovarsi a vivere in una città sconosciuta, spesso vissuta come dimensione cercata per sperimentarsi maggiormente in autonomia ma anche faticosa.

Lo studente universitario quindi vive in quella fase della vita in cui, uscito dal percorso della scuola superiore, si trova a fare scelte importanti per il suo futuro dovendosi un po’ affidare ad un misto di ambizioni e sogni. Cambiano la maggior parte se non tutti i compagni di studio, le reti sociali vanno ricostruite e se si decide, per vari motivi, di cambiare città, lo stile di vita cambia notevolmente.

Dentro questa realtà, tanto affascinante quanto inquieta, abbiamo pensato che lo strumento del gruppo, offrendo possibilità di condivisione, nello scambio e nel "fare rete", possa significare per i partecipanti potersi rappresentare parte di una appartenenza capace di alleviare il peso dell’anonimato che talvolta caratterizza il vissuto dello studente universitario fuori sede, e il gruppo può diventare il luogo in cui, attraverso le narrazioni attorno alle tematiche comuni, il partecipante possa sentire di far parte di un pensiero e di un percorso meno frammentato.

Presso il nostro gruppo di parola per studenti fuori sede a Firenze, organizzato da un'équipe di psicoterapeuti esperti delle problematiche riguardanti i giovani adulti, troverai quindi un servizio di aiuto psicologico e un luogo di ascolto e di aiuto rispetto alle possibili forme di disagio personale: dubbi sulle proprie capacità personali e sul proprio metodo di studio, rendimento accademico inadeguato, difficoltà nelle relazioni interpersonali, manifestazioni di ansia eccessiva e vissuti emotivi di malessere.

 

Obiettivi del servizio di consulenza e sostegno psicologico per studenti universitari

I nostri obiettivi sono:

  • Offrire allo studente la possibilità di confrontarsi con uno psicologo sulle difficoltà personali, relazionali, di studio che incontra nel percorso di formazione universitaria
  • Creare uno spazio psicologico d’ascolto
  • Rendere possibile l’individuazione di strategie idonee a fronteggiare il disagio personale e le difficoltà nel corso dell’esperienza universitaria
  • Creare uno spazio di ascolto e chiarificazione
  • Riflettere sul proprio metodo di studio valorizzando i punti di forza e modificando le criticità
  • Far fronte e gestire la paura e l’ansia legate alla situazione d’esame, soprattutto quando esse diventano eccessive
  • "Fare rete" con altri studenti di Firenze
  • Offrire la possibilità di confrontarsi tra pari sulle tematiche relative alla vita da studente fuori sede, sentendosi meno soli e cercando insieme nuove strategie

 

Come accedere al Gruppo di parola per studenti fuori sede a Firenze

Se desideri maggiori informazioni sul Servizio psicologico "gruppo di parola per studenti fuori sede a Firenze" è possibile chiamare la Dott.ssa Barbara Bandinelli al 328.24.39.494, il Dott. Davide Garau al 388 36 21 199 o la Dott.ssa  Elena Ponticelli al 349 47 50 688 o inviare un messaggio tramite apposito form.

 

Stress e senso di impotenza | Il Ritratto Psicologico di una Generazione

Oggigiorno lo stress, il senso di impotenza, le emozioni confuse e il malessere generale sono sempre più comuni. Quando la frequenza di questi stati d’animo cresce, fino a diventare un malessere quotidiano, è il momento di capirne il perché.

Il motivo profondo lo si trova nei grandi cambiamenti cui sta andando incontro la società attuale: questo riguarda le istituzioni, come le scuole, in cui gli insegnanti cambiano frequentemente e ‘privano’ i ragazzi di un punto di riferimento stabile e più in generale i gruppi, come le varie forme di associazioni di quartiere, dalle sportive, culturali e politiche fino al bar sotto casa, sempre meno sentite come punti fermi della nostra quotidianità. Lo stesso vale per le parrocchie, a lungo centri incontrastati di aggregazione, che oggi subiscono la laicizzazione della società perdendo quel ruolo. I punti di riferimento forse rimangono veri solo nei piccoli centri che riescono in qualche modo a difendersi da questi mutamenti antropologici, metre nella realtà cittadina ci sentiamo soli e non sappiamo con chi confrontarci.

Anche la famiglia è cambiata rispetto a quando era normale che più generazioni abitassero sotto lo stesso tetto aiutandosi reciprocamente, mentre ora, o non è più cosi, o non è vissuto serenamente dalle generazioni più giovani che possono vivere la cosa come ingerenza. Tutto è molto più complesso, perché è vero che da un lato c’è maggiore libertà, ma dall’altro questa libertà comporta la necessità di prendersi maggiori responsabilità che non possono essere delegate a questi punti di riferimento.

 

Locus of control: artefici del nostro futuro o vittime del nostro destino?

Per la mente tutto questo genera in realtà un allontanamento dalla possibilità di gestire le proprie vite, innescando una percezione del non averne potere, come se tutto dipendesse dall’esterno (locus of control esterno) che non fa altro che rendere le persone dipendenti e fragili. A questo stato di allarme, di paura, si reagisce con strategie volte a controllare il più possibile il contesto in cui si vive. Purtroppo però il controllo di tutto, oltre a non essere possibile, non è il modo migliore per adattarsi al meglio a queste nuove realtà. Esempi di controllo sono lerelazioni occasionali in crescita senza investimenti progettuali o le relazioni virtuali che durano anche anni senza trasformarsi mai , adolescenti che faticano a confrontarsi coi pari e familiari e che faticano a definirsi nei ruoli, aumento delle ludopatie etc. È importante perciò imparare ad ascoltare le emozioni e capire come metterle in dialogo con le persone care, ampliando le proprie consapevolezze per promuovere un cambiamento che ci porti ad avere una posizione attiva e propositiva nei confronti della vita e del mondo che ci circonda, accettandone le responsabilità e cogliendo le opportunità che questo comporta.

 

Il ruolo dello Psicologo e l'arte di ritrovare se stessi

Ricapitolando, le situazioni descritte possono comportare sensazioni di solitudine, tristezza, senso di instabilità profonda fino all’ansia, angoscia e a veri e propri attacchi di panico. Per uscire da questo labirinto è utile affrontare un percorso con un professionista psicoterapeuta allo scopo di capirne le cause e coltivare le proprie risorse interne, quali senso di adattamento, autostima, capacità di tessere relazioni stabili e fiducia, per aiutarci a stare meglio.

Firenze, 10/11/2018

Barbara Bandinelli,

 

Queste tematiche mi hanno portato ad organizzare insieme ad altri professionisti un incontro a Firenze nel Maggio 2018, dove abbiamo potuto dialogare rispetto a come i temi della precarietà e del controllo si collocano oltre che sugli aspetti psicologico di cui mi occupo anche nelle abitudini alimentari e percezione del dolore fisico.

Ci sono dei momenti critici della vita (lutti, separazioni, perdita del lavoro, depressione post-partum, menopausa…) in cui può accadere di aver bisogno di un aiuto per poterli superare. Talvolta, pur non vivendo una situazione di particolare stress, si sente che le proprie risorse personali non vengono espresse pienamente e si sente il desiderio di scoprirle e di dare una nuova direzione alla propria vita.

Consulenza Psicologica: è uno spazio d’ascolto volto alla comprensione profonda di un problema e alla ricerca delle modalità di intervento più opportune. Può essere costituita anche da un solo colloquio.


Psicoterapia Individuale: in seguito alla fase di consulenza, può essere valutata l’opportunità di iniziare un percorso psicoterapeutico. Questo è un valido aiuto per la conoscenza di se stessi, la riscoperta delle proprie potenzialità e la risoluzione di eventuali problematiche.


Psicoterapia di Coppia: incomprensioni, tensioni col partner, senso di insoddisfazione, stallo di coppia: a volte anche pochi incontri di terapia di coppia possono aiutare a sbloccare situazioni di crisi anche acute, che spesso sono legate a problemi di comunicazione.


Psicoterapia Familiare: tensioni tra genitori e figli, preoccupazioni e dubbi dei genitori sui percorsi di crescita dei loro figli, le regole con i bambini e gli adolescenti, sostegno genitoriale…  Affrontando una problematica in modo precoce e mirato, si può aiutare la famiglia che attraversa una crisi a recuperare l’armonia e il suo buon funzionamento.

 

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