Quelle ferite invisibili dei ragazzi

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La pandemia ha inciso sullo sviluppo dei ragazzi, sia da un punto di vista mentale che identitario

Il lockdown ha segnato i più giovani. La psicologa conferma la sofferenza generazionale: “Sono il 50% in più le domande di sostegno per depressione, ansia e disturbi alimentari. I genitori parlino di più con i figli”

Ritornare alla normalità. Un passo che dopo l’uragano Covid si è rivelato complesso per molti adolescenti: ritrovare le abitudini, la vita sociale, quegli equilibri interiori andati persi nel lockdown e nei periodi di zona rossa. «Il recupero è un processo lungo — spiega Barbara Bandinelli, psicologa e psicoterapeuta di Firenze — perché la pandemia ha inciso sullo sviluppo dei ragazzi, sia da un punto di vista mentale che identitario».

 

Dottoressa, il Covid ha avuto dei riflessi anche a lungo termine. Quali sono stati i principali effetti sui giovani?

«Una delle conseguenze più forti, anche dopo le riaperture, è stata la paura di contagiare. Molti ragazzi hanno vissuto il timore di poter essere loro i portatori del virus ad esempio a casa dei nonni. Potevano andarli a trovare ma erano angosciati all’idea di farlo, perché magari erano asintomatici. O comunque erano meno soggetti al controllo tramite tamponi come gli adulti. Temevano quindi di poter essere la causa del contagio, con le conseguenze che i media raccontavano: vedere i propri nonni finire in terapia intensiva o anche morire».

 

Come ha condizionato la loro vita questo stato d’animo?

«Un forte senso di colpa molto ricorrente e che si è mantenuto a lungo nel tempo: se esco con i miei amici poi non posso vedere i miei nonni. La socialità è iniziata ad essere vissuta quindi come un danno al nucleo familiare. Con la conseguenza di dover scegliere spesso tra amici e parenti. Ancora questa idea persiste in molti ragazzi, dato che la maggior parte di loro sono stati vaccinati solo poco tempo fa. Ma è un disagio durato per mesi».

 

Quasi due anni di pandemia per chi sta attraversando una fase di cambiamento profondo, magari dall’infanzia all’adolescenza.

«In due anni la mente di un adolescente cambia moltissimo. Un bambino entrato nella pandemia a 8 anni ne uscirà quasi a 10: si è perso mesi e mesi di tappe evolutive, di scuola in presenza, di esperienze». Cosa comporta ? «Effetti che vedremo a breve. C’è la sensazione di aver perso anni di vita. Un blocco, mentre la sua identità era già in attesa di vivere nuove attività. Aver mancato tappe evolutive è un pensiero vivo interiormente, con il sentimento ad esempio di aver costruito meno reti sociali».

 

Quali altri disagi psicologici sono emersi con più frequenza tra i giovani?

«C’è stato un aumento dei disturbi dell’alimentazione: si ricorre al cibo per sedare stati ansiosi e depressivi. E dove già c’erano condizioni di isolamento, queste sono andate a peggiorare. La rabbia è un altro sintomo diventato più diffuso: stati di irritabilità che hanno innescato spesso crisi familiari. A volte anche per conflitti tra i genitori. E i figli hanno accusato queste instabilità».

 

Quanto è aumentata la richiesta di aiuto alla porta di psicologi ed esperti?

«In modo esponenziale, direi almeno il 50% in più di domande di sostegno e di psicoterapia. A volte anche con tutta la famiglia, visto che gli stessi genitori possono essere entrati in crisi in questo periodo. La fascia di età dalla preadolescenza ai vent’anni è quella che ha accusato di più le restrizioni, perché già iniziava a vivere un passaggio verso il mondo esterno. Per i bambini c’è stata più una riorganizzazione delle attività quotidiane, meno della propria individualità».

 

Quale consiglio si sente di dare alle famiglie?

«Parlare con i figli. Osservare e aprire uno spazio di confronto, anche davanti a situazioni di apparente normalità. Viene fatto molto poco. Occorre una sensibilità maggiore in questo periodo e non dobbiamo pensare che ci siamo lasciati del tutto alle spalle i danni del Covid e delle chiusure».

Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa Psicoterapeuta a Firenze

Sono la Dott.ssa Barbara Bandinelli, una Psicoterapeuta individuale, di coppia e di gruppo. Lavoro con Preadolescenti e adolescenti, oltre che con persone adulte, che presentano disagi emotivi e psicologici di vario tipo.

Lavoro da oltre 10 anni e ho maturato esperienze e competenze, prestando servizio in contesti pubblici e del privato sociale. La terapia consiste nel sostegno della persona e dei suoi legami, attraverso l'ascolto e la ridefinizione della sua sofferenza.

Ho un approccio rigoroso e non autoreferenziale. Collaboro con professionisti della salute mentale, in uno scambio efficace per la cura del paziente. 

Sono una professionista con esperienza nella cura delle patologie psicologiche e nel sostegno della persona, durante periodi di vita complessi e di passaggio.

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iscritta all'Ordine Psicologi – psicoterapeuta specializzata per aiuto per momenti di crisi, crescita personale, difficoltà relazionali, autostima, rielaborazione di traumi, crisi di coppiagestione dell'ansia.