Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa Psicoterapeuta a Firenze
Sono la Dott.ssa Barbara Bandinelli, una Psicoterapeuta individuale, di coppia e di gruppo. Lavoro con Preadolescenti e adolescenti, oltre che con persone adulte, che presentano disagi emotivi e psicologici di vario tipo.
Lavoro da oltre 10 anni e ho maturato esperienze e competenze, prestando servizio in contesti pubblici e del privato sociale. La terapia consiste nel sostegno della persona e dei suoi legami, attraverso l'ascolto e la ridefinizione della sua sofferenza.
Ho un approccio rigoroso e non autoreferenziale. Collaboro con professionisti della salute mentale, in uno scambio efficace per la cura del paziente.
Sono una professionista con esperienza nella cura delle patologie psicologiche e nel sostegno della persona, durante periodi di vita complessi e di passaggio.
Studio Di Psicoterapia e Supporto Psicologico a Roma
Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa Psicoterapeuta per Adulti e Bambini a Roma
Ricevo solo su appuntamento presso lo “Studio di Psicoterapia e Supporto Psicologico” sito a Roma in Via Bradano, zona Piazza Istria.
Studio di psicoterapia a Roma
Studio Di Psicoterapia e Supporto Psicologico a Firenze
Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa e Psicoterapeuta per preadolescenti, adolescenti e adulti a Firenze SUD
Ricevo solo su appuntamento presso gli “Studio di Psicoterapia e Supporto Psicologico” siti a Firenze
Studio Psicologo Firenze Sud: Zona Gavinana / Viale Europa
Viale Donato Giannotti, zona Piazza Gavinana, Viale Europa.
Se stai cercando uno psicologo a Firenze Sud, il mio studio si trova in una posizione strategica e facilmente accessibile, nel cuore del Quartiere 3, in zona Gavinana / Viale Europa.
Capisco quanto sia importante, quando si decide di intraprendere un percorso psicologico, poter contare su uno studio facile da raggiungere, comodo e che garantisca la massima discrezione.
Ho scelto questa sede proprio per la sua tranquillità e per la facilità con cui è possibile raggiungerla sia con i mezzi privati che con quelli pubblici, venendo incontro alle esigenze di chi vive o lavora non solo a Gavinana, ma anche nelle zone limitrofe come Bagno a Ripoli, Firenze Impruneta, Ponte a Ema o l'area del Viale Giannotti.
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Ambiti e problematiche trattate dallo psicologo
In qualita di psicologa e psicoterapeuta per adulti, preadolescenti e adolescenti, metto a disposizione le mie competenze al fine di aiutare le persone ad affrontare momenti di vita faticosi e dolorosi, che talvolta si manifestano con forme sintomatologiche quali umore depresso e/o ansioso, attacchi di panico, claustrofobia, paure di diverso tipo, disturbi del comportamento alimentare e/o del sonno, solo per citarne alcune.Tali difficoltà, molto spesso, sono causa di profonda sofferenza: la psicoterapia ha la funzione di aiutare la persona a mettere in parole questo disagio, all'interno di una relazione professionale e competente, al fine di comprenderlo e trovarne un nuovo significato.
Nel caso di preadolescenti e adolescenti, le difficoltà si riscontrano spesso a partire dalla segnalazione di un docente della scuola frequentata dal minore, o comunque non di rado le difficoltà del ragazzo si riscontrano in ambito scolastico: scarsi rendimenti nella didattica, blocchi nel percorso scolastico, assenze ripetute e frequenti, disturbi dell apprendimento (D.S.A.), difficoltà relazionali con i pari o con i professori.
Sempre in qualità di psicologa e psicoterapeuta offro la mia professionalità e esperienza anche in contesti scolastici di ordine e grado differente, al fine di svolgere valutazioni e progetti di ricerca-intervento, con lo scopo di sostenere il corpo docente e scolastico nell'affrontare problematiche inerenti i gruppi classe, o i ragazzi stessi che li frequentano.
Quando chiedere un aiuto psicologico
Ci sono alcuni periodi della vita che possono essere particolarmente difficili da affrontare. Periodi in cui le risorse che abbiamo sembrano non bastare e il sentimento di solitudine prende campo.
È consigliabile chiedere un consulto psicologico in quelle fasi della vita dove ci sentiamo di non riuscire ad andare avanti, ad evolvere e a procedere serenamente, in quei momenti quindi in cui ci sentiamo bloccati.
Ci sono eventi importanti della vita che possono creare sofferenza, come eventi di lutto e perdita di persone care, separazioni, trasferimenti, cambiamenti importanti, così come può accadere di provare sofferenza e non capirne l' origine.
In entrambe le situazioni, se ci si rende conto che le soluzioni che si stanno adottando per affrontare queste fasi, non sono promotrici di cambiamenti che ci fanno stare meglio, può essere utile rivolgersi ad uno specialista, psicologo e psicoterapeuta, che metta a disposizione le sue competenze per aiutare la persona, la famiglia o la coppia a comprendere il motivo di tali blocchi e per trovare insieme il senso di tale malessere, al fine di risolverlo.
La psicoterapia individuale
La psicoterapia individuale è una modalità di trattamento in cui lo psicoterapeuta e il paziente lavorano insieme per affrontare e cambiare una situazione di sofferenza psicologica. La psicoterapia è basata sul rapporto professionale e di fiducia tra paziente e psicoterapeuta.
E' un percorso che ci conduce a recuperare il nostro benessere psicologico, eliminando il disturbo o il disagio che ci impedisce di vivere serenamente.
La psicoterapia di coppia
La psicoterapia di coppia viene proposta qualora la persona riporti la necessita' e il desiderio di essere aiutato, insieme al partner, ad affrontare situazioni conflittuali e faticose, al fine di comprendere la loro origine e le modalità per risolverle.
La psicoterapia familiare
La psicoterapia familiare viene proposta dal professionista o richiesta da uno dei membri della famiglia stessa, quando il gruppo familiare incontra problematiche che riguardano le relazioni e le dinamiche tra i familiari stessi, che comportano malessere, atmosfera conflittuale e difficoltà, se non impossibilita', a comunicare. Attraverso i colloqui familiari, i partecipanti vengono aiutati, all interno di un contesto protetto e mediato dalla presenza del professionista, a fare un pensiero sulle modalità relazionali, oltre che a mettere in parola il proprio disagio, al fine di una maggiore comprensione reciproca e della risoluzione del conflitto.
La psicoterapia di gruppo
La psicoterapia di gruppo e' un assetto di cura attraverso cui il partecipante ha modo di confrontarsi con altre perone a lui estranee , in un contesto neutro e protetto, a riguardo delle sue difficoltà e dei suoi stili di vita che ritiene fonte del suo disagio. Esistono gruppi di psicoterapia differenti, che vengono fondati e pensati dallo psicoterpeuta con obiettivi specifici, in base a molti fattori.
Psicoterapia a Firenze
Hai già avuto esperienze di terapie di psicologica ma non ti sono state di alcun aiuto?
Sono psicologa psicoterapeuta, esercito la mia attività a Firenze Nord in Via Giovan Filippo Mariti e a Firenze Sud, Viale Donato Giannotti, zona Piazza Gavinana.
Svolgo psicoterapia individuale, di coppia, familiare e psicoterapia per preadolescenti, adolescenti. Se cerchi una psicologa a Firenze, contattami tramite l'apposita area.
Tutti i colloqui svolti dallo psicoterapeuta avvengono in un regime professionale orientato dal codice deontologico degli psicologi (codice deontologico psicologi).
Codice deontologico psicologi
CAPO I
Principi generali
Le regole del presente Codice Deontologico sono vincolanti per tutti gli iscritti all’Albo degli psicologi. Lo psicologo è tenuto alla loro conoscenza e l’ignoranza delle medesime non esime dalla responsabilità disciplinare. Le stesse regole si applicano anche nei casi in cui le prestazioni, o parti di esse, vengano effettuate a distanza, via Internet o con qualunque altro mezzo elettronico e/o telematico.
Articolo 2
L’inosservanza dei precetti stabiliti nel presente Codice deontologico, ed ogni azione od omissione comunque contrarie al decoro, alla dignità ed al corretto esercizio della professione, sono punite secondo quanto previsto dall’art. 26, comma 1°, della Legge 18 febbraio 1989, n. 56, secondo le procedure stabilite dal Regolamento disciplinare.
Articolo 3
Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità. In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace. Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri; pertanto deve prestare particolare attenzione ai fattori personali, sociali, organizzativi, finanziari e politici, al fine di evitare l’uso non appropriato della sua influenza, e non utilizza indebitamente la fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza dei committenti e degli utenti destinatari della sua prestazione professionale. Lo psicologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze.
Articolo 4
Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità.Lo psicologo utilizza metodi e tecniche salvaguardando tali principi, e rifiuta la sua collaborazione ad iniziative lesive degli stessi. Quando sorgono conflitti di interesse tra l’utente e l’istituzione presso cui lo psicologo opera, quest’ultimo deve esplicitare alle parti, con chiarezza, i termini delle proprie responsabilità ed i vincoli cui è professionalmente tenuto. In tutti i casi in cui il destinatario ed il committente dell’intervento di sostegno o di psicoterapia non coincidano, lo psicologo tutela prioritariamente il destinatario dell’intervento stesso.
Articolo 5
Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera. La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale. Riconosce i limiti della propria competenza e usa, pertanto solo strumenti teorico – pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.
Articolo 6
Lo psicologo accetta unicamente condizioni di lavoro che non compromettano la sua autonomia professionale ed il rispetto delle norme del presente codice, e, in assenza di tali condizioni, informa il proprio Ordine. Lo psicologo salvaguarda la propria autonomia nella scelta dei metodi, delle tecniche e degli strumenti psicologici, nonché della loro utilizzazione; è perciò responsabile della loro applicazione ed uso, dei risultati, delle valutazioni ed interpretazioni che ne ricava. Nella collaborazione con professionisti di altre discipline esercita la piena autonomia professionale nel rispetto delle altrui competenze.
Articolo 7
Nelle proprie attività professionali, nelle attività di ricerca e nelle comunicazioni dei risultati delle stesse, nonché nelle attività didattiche, lo psicologo valuta attentamente, anche in relazione al contesto, il grado di validità e di attendibilità di informazioni, dati e fonti su cui basa le conclusioni raggiunte; espone, all’occorrenza, le ipotesi interpretative alternative, ed esplicita i limiti dei risultati. Lo psicologo, su casi specifici, esprime valutazioni e giudizi professionali solo se fondati sulla conoscenza professionale diretta ovvero su una documentazione adeguata ed attendibile.
Articolo 8
Lo psicologo contrasta l’esercizio abusivo della professione come definita dagli articoli 1 e 3 della Legge 18 febbraio 1989, n. 56, e segnala al Consiglio dell’Ordine i casi di abusivismo o di usurpazione di titolo di cui viene a conoscenza. Parimenti, utilizza il proprio titolo professionale esclusivamente per attività ad esso pertinenti, e non avalla con esso attività ingannevoli od abusive.
Articolo 9
Nella sua attività di ricerca lo psicologo è tenuto ad informare adeguatamente i soggetti in essa coinvolti al fine di ottenerne il previo consenso informato, anche relativamente al nome, allo status scientifico e professionale del ricercatore ed alla sua eventuale istituzione di appartenenza. Egli deve altresì garantire a tali soggetti la piena libertà di concedere, di rifiutare ovvero di ritirare il consenso stesso.Nell’ipotesi in cui la natura della ricerca non consenta di informare preventivamente e correttamente i soggetti su taluni aspetti della ricerca stessa, lo psicologo ha l’obbligo di fornire comunque, alla fine della prova ovvero della raccolta dei dati, le informazioni dovute e di ottenere l’autorizzazione all’uso dei dati raccolti. Per quanto concerne i soggetti che, per età o per altri motivi, non sono in grado di esprimere validamente il loro consenso, questo deve essere dato da chi ne ha la potestà genitoriale o la tutela, e, altresì, dai soggetti stessi, ove siano in grado di comprendere la natura della collaborazione richiesta. Deve essere tutelato, in ogni caso, il diritto dei soggetti alla riservatezza, alla non riconoscibilità ed all’anonimato.
Articolo 10
Quando le attività professionali hanno ad oggetto il comportamento degli animali, lo psicologo si impegna a rispettarne la natura ed a evitare loro sofferenze.
Articolo 11
Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie, fatti o informazioni apprese in ragione del suo rapporto professionale, né informa circa le prestazioni professionali effettuate o programmate, a meno che non ricorrano le ipotesi previste dagli articoli seguenti.
Articolo 12
Lo psicologo si astiene dal rendere testimonianza su fatti di cui è venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto professionale. Lo psicologo può derogare all’obbligo di mantenere il segreto professionale, anche in caso di testimonianza, esclusivamente in presenza di valido e dimostrabile consenso del destinatario della sua prestazione. Valuta, comunque, l’opportunità di fare uso di tale consenso, considerando preminente la tutela psicologica dello stesso.
Articolo 13
Nel caso di obbligo di referto o di obbligo di denuncia, lo psicologo limita allo stretto necessario il riferimento di quanto appreso in ragione del proprio rapporto professionale, ai fini della tutela psicologica del soggetto. Negli altri casi, valuta con attenzione la necessità di derogare totalmente o parzialmente alla propria doverosa riservatezza, qualora si prospettino gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del soggetto e/o di terzi.
Articolo 14
Lo psicologo, nel caso di intervento su o attraverso gruppi, è tenuto ad in informare, nella fase iniziale, circa le regole che governano tale intervento. È tenuto altresì ad impegnare, quando necessario, i componenti del gruppo al rispetto del diritto di ciascuno alla riservatezza.
Articolo 15
Nel caso di collaborazione con altri soggetti parimenti tenuti al segreto professionale, lo psicologo può condividere soltanto le informazioni strettamente necessarie in relazione al tipo di collaborazione.
Articolo 16
Lo psicologo redige le comunicazioni scientifiche, ancorché indirizzate ad un pubblico di professionisti tenuti al segreto professionale, in modo da salvaguardare in ogni caso l’anonimato del destinatario della prestazione.
Articolo 17
La segretezza delle comunicazioni deve essere protetta anche attraverso la custodia e il controllo di appunti, note, scritti o registrazioni di qualsiasi genere e sotto qualsiasi forma, che riguardino il rapporto professionale. Tale documentazione deve essere conservata per almeno i cinque anni successivi alla conclusione del rapporto professionale, fatto salvo quanto previsto da norme specifiche. Lo psicologo deve provvedere perché, in caso di sua morte o di suo impedimento, tale protezione sia affidata ad un collega ovvero all’Ordine professionale.Lo psicologo che collabora alla costituzione ed all’uso di sistemi di documentazione si adopera per la realizzazione di garanzie di tutela dei soggetti interessati.
Articolo 18
In ogni contesto professionale lo psicologo deve adoperarsi affinché sia il più possibile rispettata la libertà di scelta, da parte del cliente e/o del paziente, del professionista cui rivolgersi.
Articolo 19
Lo psicologo che presta la sua opera professionale in contesti di selezione e valutazione è tenuto a rispettare esclusivamente i criteri della specifica competenza, qualificazione o preparazione, e non avalla decisioni contrarie a tali principi.
Articolo 20
Nella sua attività di docenza, di didattica e di formazione lo psicologo stimola negli studenti, allievi e tirocinanti l’interesse per i principi deontologici, anche ispirando ad essi la propria condotta professionale.
Articolo 21
L’insegnamento dell’uso di strumenti e tecniche conoscitive e di intervento riservati alla professione di psicologo a persone estranee alla professione stessa costituisce violazione deontologica grave. Costituisce aggravante avallare con la propria opera professionale attività ingannevoli o abusive concorrendo all’attribuzione di qualifiche, attestati o inducendo a ritenersi autorizzati all’esercizio di attività caratteristiche dello psicologo. Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) basati sull’applicazione di principi, conoscenze, modelli o costrutti psicologici. È fatto salvo l’insegnamento di tali strumenti e tecniche agli studenti dei corsi di studio universitari in psicologia e ai tirocinanti. È altresì fatto salvo l’insegnamento di conoscenze psicologiche.
CAPO II
Rapporti con l’utenza e con la committenza
Articolo 22
Lo psicologo adotta condotte non lesive per le persone di cui si occupa professionalmente, e non utilizza il proprio ruolo ed i propri strumenti professionali per assicurare a sè o ad altri indebiti vantaggi.
Articolo 23
Lo psicologo pattuisce nella fase iniziale del rapporto quanto attiene al compenso professionale. In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera. In ambito clinico tale compenso non può essere condizionato all’esito o ai risultati dell’intervento professionale.
Articolo 24
Lo psicologo, nella fase iniziale del rapporto professionale, fornisce all’individuo, al gruppo, all’istituzione o alla comunità, siano essi utenti o committenti, informazioni adeguate e comprensibili circa le sue prestazioni, le finalità e le modalità delle stesse, nonché circa il grado e i limiti giuridici della riservatezza. Pertanto, opera in modo che chi ne ha diritto possa esprimere un consenso informato. Se la prestazione professionale ha carattere di continuità nel tempo, dovrà esserne indicata, ove possibile, la prevedibile durata.
Articolo 25
Lo psicologo non usa impropriamente gli strumenti di diagnosi e di valutazione di cui dispone. Nel caso di interventi commissionati da terzi, informa i soggetti circa la natura del suo intervento professionale, e non utilizza, se non nei limiti del mandato ricevuto, le notizie apprese che possano recare ad essi pregiudizio. Nella comunicazione dei risultati dei propri interventi diagnostici e valutativi, lo psicologo è tenuto a regolare tale comunicazione anche in relazione alla tutela psicologica dei soggetti.
Articolo 26
Lo psicologo si astiene dall’intraprendere o dal proseguire qualsiasi attività professionale ove propri problemi o conflitti personali, interferendo con l’efficacia delle sue prestazioni, le rendano inadeguate o dannose alle persone cui sono rivolte.Lo psicologo evita, inoltre, di assumere ruoli professionali e di compiere interventi nei confronti dell’utenza, anche su richiesta dell’Autorità Giudiziaria, qualora la natura di precedenti rapporti possa comprometterne la credibilità e l’efficacia.
Articolo 27
Lo psicologo valuta ed eventualmente propone l’interruzione del rapporto terapeutico quando constata che il paziente non trae alcun beneficio dalla cura e non è ragionevolmente prevedibile che ne trarrà dal proseguimento della cura stessa. Se richiesto, fornisce al paziente le informazioni necessarie a ricercare altri e più adatti interventi.
Articolo 28
Lo psicologo evita commistioni tra il ruolo professionale e vita privata che possano interferire con l’attività professionale o comunque arrecare nocumento all’immagine sociale della professione. Costituisce grave violazione deontologica effettuare interventi diagnostici, di sostegno psicologico o di psicoterapia rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significative di natura personale, in particolare di natura affettivo-sentimentale e/o sessuale. Parimenti costituisce grave violazione deontologica instaurare le suddette relazioni nel corso del rapporto professionale. Allo psicologo è vietata qualsiasi attività che, in ragione del rapporto professionale, possa produrre per lui indebiti vantaggi diretti o indiretti di carattere patrimoniale o non patrimoniale, ad esclusione del compenso pattuito. Lo psicologo non sfrutta la posizione professionale che assume nei confronti di colleghi in supervisione e di tirocinanti, per fini estranei al rapporto professionale.
Articolo 29
Lo psicologo può subordinare il proprio intervento alla condizione che il paziente si serva di determinati presidi, istituti o luoghi di cura soltanto per fondati motivi di natura scientifico-professionale.
Articolo 30
Nell’esercizio della sua professione allo psicologo è vietata qualsiasi forma di compenso che non costituisca il corrispettivo di prestazioni professionali.
Articolo 31
Le prestazioni professionali a persone minorenni o interdette sono, generalmente, subordinate al consenso di chi esercita sulle medesime la potestà genitoriale o la tutela.Lo psicologo che, in assenza del consenso di cui al precedente comma, giudichi necessario l’intervento professionale nonché l’assoluta riservatezza dello stesso, è tenuto ad informare l’Autorità Tutoria dell’instaurarsi della relazione professionale. Sono fatti salvi i casi in cui tali prestazioni avvengano su ordine dell’autorità legalmente competente o in strutture legislativamente preposte.
Articolo 32
Quando lo psicologo acconsente a fornire una prestazione professionale su richiesta di un committente diverso dal destinatario della prestazione stessa, è tenuto a chiarire con le parti in causa la natura e le finalità dell’intervento.
CAPO III
Rapporti con i colleghi
Articolo 33
I rapporti fra gli psicologi devono ispirarsi al principio del rispetto reciproco, della lealtà e della colleganza. Lo psicologo appoggia e sostiene i Colleghi che, nell’ambito della propria attività, quale che sia la natura del loro rapporto di lavoro e la loro posizione gerarchica, vedano compromessa la loro autonomia ed il rispetto delle norme deontologiche.
Articolo 34
Lo psicologo si impegna a contribuire allo sviluppo delle discipline psicologiche e a comunicare i progressi delle sue conoscenze e delle sue tecniche alla comunità professionale, anche al fine di favorirne la diffusione per scopi di benessere umano e sociale.
Articolo 35
Nel presentare i risultati delle proprie ricerche, lo psicologo è tenuto ad indicare la fonte degli altrui contributi.
Articolo 36
Lo psicologo si astiene dal dare pubblicamente su colleghi giudizi negativi relativi alla loro formazione, alla loro competenza ed ai risultati conseguiti a seguito di interventi professionali, o comunque giudizi lesivi del loro decoro e della loro reputazione professionale. Costituisce aggravante il fatto che tali giudizi negativi siano volti a sottrarre clientela ai colleghi. Qualora ravvisi casi di scorretta condotta professionale che possano tradursi in danno per gli utenti o per il decoro della professione, lo psicologo è tenuto a darne tempestiva comunicazione al Consiglio dell’Ordine competente.
Articolo 37
Lo psicologo accetta il mandato professionale esclusivamente nei limiti delle proprie competenze. Qualora l’interesse del committente e/o del destinatario della prestazione richieda il ricorso ad altre specifiche competenze, lo psicologo propone la consulenza ovvero l’invio ad altro collega o ad altro professionista.
Articolo 38
Nell’esercizio della propria attività professionale e nelle circostanze in cui rappresenta pubblicamente la professione a qualsiasi titolo, lo psicologo è tenuto ad uniformare la propria condotta ai principi del decoro e della dignità professionale.
CAPO IV
Rapporti con la società
Articolo 39
Lo psicologo presenta in modo corretto ed accurato la propria formazione, esperienza e competenza. Riconosce quale suo dovere quello di aiutare il pubblico e gli utenti a sviluppare in modo libero e consapevole giudizi, opinioni e scelte.
Articolo 40
Indipendentemente dai limiti posti dalla vigente legislazione in materia di pubblicità, lo psicologo non assume pubblicamente comportamenti scorretti finalizzati al procacciamento della clientela. In ogni caso, può essere svolta pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dai competenti Consigli dell’Ordine. Il messaggio deve essere formulato nel rispetto del decoro professionale, conformemente ai criteri di serietà scientifica ed alla tutela dell’immagine della professione. La mancanza di trasparenza e veridicità del messaggio pubblicizzato costituisce violazione deontologica.
CAPO V
Norme di attuazione
Articolo 41
È istituito presso la “Commissione Deontologia” dell’Ordine degli psicologi l’ ”Osservatorio permanente sul Codice Deontologico”, regolamentato con apposito atto del Consiglio Nazionale dell’Ordine, con il compito di raccogliere la giurisprudenza in materia deontologica dei Consigli regionali e provinciali dell’Ordine e ogni altro materiale utile a formulare eventuali proposte della Commissione al Consiglio Nazionale dell’Ordine, anche ai fini della revisione periodica del Codice Deontologico. Tale revisione si atterrà alle modalità previste dalla Legge 18 febbraio 1989, n. 56.
Articolo 42
Il presente Codice Deontologico Psicologi entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla proclamazione dei risultati del referendum di approvazione, ai sensi dell’art. 28, comma 6, lettera c) della Legge 18 febbraio 1989, n. 56.
Per approfondimenti sul codice deontologico psicologi consultare: Ordine degli Psicologi
Cos’è la psicoterapia familiare e quando serve
La psicoterapia familiare viene proposta dal professionista o richiesta da uno dei membri della famiglia stessa, quando il gruppo familiare incontra problematiche che riguardano le relazioni e le dinamiche tra i familiari stessi, che comportano malessere, atmosfera conflittuale e difficolta, se non impossibilita, a comunicare. la Psicoterapia familiare puo' esere necessaria anche quando i membri che la compongono stanno attraversando una fase delicata di cambiamento e crisi.
Attraverso i colloqui familiari, i partecipanti vengono aiutati, all interno di un contesto protetto e mediato dalla presenza del professionista, a fare un pensiero sulle modalita relazionali, oltre che a mettere in parola il proprio disagio, al fine di una maggiore comprensione reciproca e della risoluzione del conflitto.
Come funziona la psicoterapia familiare
Alle sedute di psicoterapia partecipa solitamente tutta la famiglia anche se il terapeuta in alcune casistiche può decidere d’incontrare individualmente i membri. Come primo step si cercherà di scoprire la "storia familiare", indispensabile per poter conoscere la struttura della famiglia e le dinamiche create all'interno della stessa e per poter indirizzare più efficacemente la terapia. In seguito si passerà a studiare i rapporti comunicativi e relazionali all’interno del nucleo familiare cercando di incentrare la terapia sul disagio che causa il mal funzionamento del sistema e andando a riattivare le risorse dei membri che ne fanno parte.
Quando può essere utile la psicoterapia familiare
Vediamo insieme alcune situazioni in cui può essere necessario richiedere una consulenza psicologica.
- Situazioni conflittuali aspre e ripetute, che si sviluppano in famiglia e che non trovano soluzione
- Difficoltà a trovare regole di convivenza condivise e uno stile educativo condiviso nei confronti del figlio
- Problemi con un figlio che presenta comportamenti anomali (in tal caso potrebbe essere necessario un percorso di psicoterapia individuale con il figlio).
- Eventi traumatici che coinvolgono il nucleo familiare
- Lutti vissuti come traumatici e perdite difficili da elaborare
- Fasi delicate del ciclo familiare quali trasferimenti, e altri cambiamenti destabilizzanti
- Difficoltà di comunicazione tra genitori e figli
- Difficoltà a gestire la crescita del figlio e conseguenti problemi nello sviluppo dell autonomia del figlio
- Blocchi in una delle fasi del ciclo di vita della famiglia , nuovi equilibri da trovare
Richiedi una consulenza allo Psicologo
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, è invece una voglia di impegnarsi per vivere a pieno delle nostre potenzialità e risorse, è una forma di maturità e di coraggio di voler cambiare il nostro stato emotivo e mentale, di voler essere felice.
Se desideri richiedere un appuntamento per una consulenza presso il mio studio di Firenze puoi contattarmi al 328.24.39.494, dal lunedi’ al venerdi’ dalle ore 8 alle ore 20, oppure tramite l'apposita area
Psicoterapia di Coppia

La psicoterapia di coppia viene proposta qualora la persona riporti la necessita e il desiderio di essere aiutato, insieme al partner, ad affrontare situazioni conflittuali e faticose all'interno della coppia, al fine di comprendere la loro origine e le modalità per risolverle.
La terapia di coppia inoltre può essere utile non solamente quando all’interno della coppia già esistono delle fragilità relazionali, ma può essere un valido strumento per tutte quelle coppie che vogliono semplicemente migliorare la loro relazione e rafforzare il loro legame emotivo (senza quindi particolari problematiche relazionale e/o affettive) o che stanno attraversando una fase del loro ciclo di vita delicato.
In genere i disagi psicologici trattati in terapia di coppia riguardano problemi legati alla comunicazione, alla sessualità, al riconoscimento e alla soddisfazione dei propri bisogni o delle proprie esigenze, litigi e disaccordi o conflitti riguardo l’educazione dei propri figli.
Fasi della terapia di coppia
Prima di iniziare una terapia di coppia lo psicologo effettua una valutazione globale, attraverso colloqui individuali e di coppia, al fine di conoscere la storia della coppia stessa, i valori su cui essa si e' fondata, gli stili comunicativi che la caratterizzano...
In un secondo step vengono definiti gli obiettivi che la coppia vorrebbe raggiungere attraverso il percorso terapeutico ed infine il terapeuta propone l’intervento psicologico più adeguato rispetto al disagio presentato e alle esigenze della coppia.
Quando si ha bisogno di cominciare una terapia di coppia?
Vediamo alcune situazioni che possono necessitare di un consulto psicologico di coppia
- Situazioni conflittuali persistenti e ridondanti con il partner
- Difficoltà a gestire sentimenti di aggressività nella dinamica di coppia
- Assenza di sessualità o sessualità non soddisfacente
- Crisi di coppia che non si riescono a superare
- Blocchi evolutivi nella coppia
- Problemi di fertilità
- Nascita di un figlio e necessità di trovare un nuovo equilibrio
- Difficoltà nella comunicazione col partner o assenza di dialogo
- Sentimenti di incomprensione nella coppia
- Difficoltà a pensarsi dentro ad un progetto condiviso col proprio partner
- Difficoltà a gestire aspetti de della vita di coppia nella quotidianità, quali ad esempio l aspetto economico e di gestione della casa
- Difficoltà a gestire i rapporti con le famiglie di origine di uno o dell altro partner
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Psicoterapia per preadolescenti, adolescenti a Firenze

Se a manifestare un disagio psicologico e/o comportamentale e' un minore, lo psicoterapeuta viene spesso contattato da uno dei genitori.
Il disagio, in questa fascia di eta', viene spesso mostrato a partire dal contesto scolastico, quindi può capitare che un insegnante si accorga delle difficoltà del ragazzo e segnali la problematica ai genitori, che potrebbero trovarsi spaesati e preoccupati. Talvolta invece sono i familiari stessi ad accorgersi del problema del minore e a fare richiesta diretta al professionista.
In questi casi e' molto importante che venga fatta un' analisi accurata da parte di uno psicoterapeuta esperto in tali problematiche.
Nel primo colloquio che svolgo, ho necessita', in primo luogo, di incontrare i genitori del minore, al fine di farmi raccontare nei minimi dettagli la situazione che sta creando disagio. Durante il primo colloquio quindi, verrà fatta un' attenta raccolta dell' anamnesi e della storia del disagio. Potrebbero essere necessari altri incontri con i genitori, al fine di comprendere la storia familiare entro cui si colloca il minore, con l' obiettivo di capire quale assetto psicoterapeutico può essere necessario proporre.
In seguito a questa prima fase, incontrerò il ragazzo per alcuni incontri di valutazione psicologica, al termine dei quali verrà svolto un ulteriore incontro di restituzione ai genitori, per condividere gli esiti della valutazione psicologica svolta e per decidere insieme quale percorso di cura intraprendere.
Per offrire una risposta adeguata, mi avvalgo, al bisogno, della collaborazione con altri professionisti della salute mentale, quali Neuropsichiatri dell' eta' evolutiva, Pedagogisti, Logopedisti, tutor scolastici... Non di rado la risposta di cura in eta' evolutiva può necessitare di interventi multidisciplinari in un assetto integrato.
Talvolta potrebbe emergere dalla valutazione che la manifestazione di disagio messa in campo dal minore necessiti di un intervento che richieda il coinvolgimento diretto e attivo da parte dei familiari del ragazzo stesso, in tal caso il professionista dovrà mettere in piedi un progetto di intervento e di cura familiare e che dia voce anche alle persone che abitano la quotidianità del ragazzo.
Quando chiedere un consulto psicologico in eta' evolutiva?
Vediamo alcuni dei problemi dell eta' dello sviluppo che possono necessitare di un aiuto psicologico
- blocchi nel percorso scolastico, difficoltà nello studio
- evitamento dello studio e della frequentazione scolastica (fobia scolastica)
- comportamenti oppositivi e provocatori
- comportamenti aggressivi verso se stessi e/o gli altri
- chiusura sociale e isolamento
- inappetenza e/o problemi del comportamento alimentare
- situazioni di bullismo e violenza tra pari
- timidezza eccessiva e invalidante, chiusura emotiva
- problemi di accettazione della propria immagine corporea
- forte e generale insicurezza
- esperienze di lutto e perdita
- separazioni familiari
- situazioni conflittuali in famiglia
- dipendenza da internet e da altre abitudini a rischio
La psicoterapia di gruppo

La psicoterapia di gruppo e un assetto di cura attraverso cui il partecipante ha modo di confrontarsi con altre perone a lui estranee , in un contesto neutro e protetto, a riguardo delle sue difficoltà e dei suoi stili di vita che ritiene fonte del suo disagio. Esistono gruppi di psicoterapia differenti, che vengono fondati e pensati dallo psicoterapeuta con obiettivi specifici, in base a molti fattori.
La psicoterapia di gruppo solitamente rappresenta per il paziente un secondo Step al quale giungere in seguito ad una prima trance di psicoterapia individuale. Qualora lo psicoterapeuta riterrà opportuno, indicherà al paziente la possibilità di accedere al setting di gruppo e ne parlerà col paziente.
Dopo aver quindi compreso molti dei funzionamenti mentali e comportamentali che lo riguardano, il paziente ha la possibilità di confrontarsi in un assetto di gruppo, con altri partecipanti, sulle dinamiche che caratterizzano le esperienze proprie e altrui.
Esistono gruppi di diverso tipo, pensati dal professionista, per fini terapeutici specifici. Vedremo poi un approfondimento su questo strumento.
Psicoterapia individuale

La psicoterapia individuale è un percorso volto al raggiungimento di una maggiore consapevolezza di sé e del funzionamento della propria mente e del proprio stile relazionale.
Durante il percorso di cura, la persona può sperimentare come la maggiore consapevolezza sia un primo passo verso la comprensione delle problematiche e l'apprendimento di strategie attive che portano al benessere emotivo e relazionale.
Quando chiedere un consulto psicologico
Vediamo alcuni dei problemi che possono necessitare di un aiuto psicologico:
- Attacchi di panico
- Ansia e angoscia
- Paura di non farcela ad affrontare un cambiamento
- Forte tristezza e sentimenti di depressione
- Difficoltà a gestire vissuti di collera e aggressività verso se stessi o/e gli altri
- Disturbi del sonno e del comportamento alimentare
- Difficoltà di concentrazione e conseguente difficoltà a portare a termine un lavoro
- Mobbing lavorativo e stress correlato a situazioni lavorative
- Separazioni e divorzi coniugali
- Lutti e perdite di persone care, con conseguenti sentimenti difficili da gestire
- Trasferimenti e cambiamenti vissuti come fonte di disorientamento
- Difficoltà a gestire le relazioni con gli altri
- Isolamento sociale e affettivo
- Forte insicurezza e timidezza che comporta chiusura e blocco relazionale
- Dipendenza affettiva, ludopatia, dipendenza dal lavoro o da sostanze
- Stanchezza cronica e invalidante
Se stai cercando uno psicologo a Firenze, contattami per richiedere un appuntamento o per un consulto. Ricevo presso Il mio studio di psicologa a Firenze sia in Via Giovan Filippo Mariti, zona Rifredi o in Viale Donato Giannotti, zona Piazza Gavinana, Viale Europa.
Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa e Psicoterapeuta a Firenze
Psicologa Clinica e di Comunità, Psicoterapeuta Individuale specializzata in Gruppoanalisi, iscritta all’ Ordine degli Psicologi e Psicoterapeuti della Toscana, n. 4566, mi occupo di consulenza psicologica, sostegno e psicoterapia per preadolescenti, adolescenti e adulti.
Psicologa Clinica, Psicoterapeuta e Gruppoanalista a Firenze
Esercito come libera professionista a Firenze, nelle zone di Firenze Nord (Rifredi) e Firenze Sud (Viale Europa).
Ciò che motiva il mio lavoro è il desiderio di offrire sostegno psicologico alle persone che stanno attraversando fasi della vita delicate, caratterizzate da sofferenza e disagio emotivo e/o relazionale.
A tal fine metto a disposizione le competenze maturate durante gli anni di formazione e di esperienza clinica, per accogliere, ascoltare e ridefinire insieme al paziente la sua richiesta. Quest'ultima può presentarsi sotto varie forme (sintomatologia di carattere psicologico, difficoltà relazionali, blocchi evolutivi...) e se sarà necessario, potrà trovare risposta in un progetto di intervento psicoterapeutico.

Barbara Bandinelli - Psicologa e Psicoterapeuta a Firenze
L’esperienza del percorso di psicoterapia e’ un’ opportunità che la persona offre a se stessa di ascoltare i propri bisogni e trasformarli in una maggiore consapevolezza, attraverso la scoperta delle proprie risorse e l’ accettazione e l’accoglienza dei propri limiti.
Qualora la richiesta di consulenza riguardi un minore, questa verrà assolta con l'incontro da parte dello psicologo/psicoterapeuta con i genitori o i referenti del minore stesso, al fine di pensare e proporre il percorso più adatto per accogliere e risolvere il disagio del ragazzo.
Psicologa Psicoterapeuta e Gruppoanalista a Firenze.
Il mio metodo di lavoro clinico
La mia pratica psicoterapeutica ad orientamento analitico si fonda sull’ osservazione, gruppoanaliticamente orientata, per la lettura dei fenomeni della clinica.
Nella pratica clinica e nell'incontro con il paziente, il dialogo con l’esterno e la connessione con il sociale, evitano il rischio di autoreferenzialità. Per questo mi avvalgo di collaborazioni continue con altri colleghi della mia stessa specializzazione ma anche di orientamenti differenti, oltre che di sessioni di supervisione e formazione continua.
I saperi che sono a fondamento della matrice di pensiero gruppoanalitica nascono da un dialogo tra Psicoanalisi, Sociologia, Antropologia e Scienze Sociali.
Solitamente ci si avvicina alla psicoterapia perché ci si sente ansiosi, depressi o arrabbiati; tutte sensazioni negative che si protraggono da molto tempo.
Alcune persone richiedono una psicoterapia per lenire i disagi derivanti da malattie che hanno delle ripercussioni sia sulla salute fisica che mentale. Altre volte si ricerca un sostegno psicologico per gestire momenti delicati e difficili della propria vita: un lutto, un trasferimento, una separazione o più in generale un cambiamento che improvvisamente sconvolge i propri equilibri e appare difficile da gestire.
In quali situazioni la consulenza psicologica e più in generale la psicoterapia possono aiutare?
Sono molti i casi in cui si può trarre beneficio da un percorso psicoterapeutico, a titolo di esempio:
- Ti senti oppresso da una sensazione di tristezza e di impotenza; incapace di gestire, cambiare o modificare la situazione;
- Predominano dei sentimenti di sconfitta o di abbattimento
- Non riesci più a riconoscerti
- Ti senti responsabile o vivi nel senso di colpa per scelte di qualcun altro;
- Reputi eccessiva l'importanza che attribuisci al giudizio degli altri
- Ricerchi in maniera ossessiva l'approvazione di chi ti sta intorno
- Hai difficoltà a focalizzarti e concentrarti sulle attività quotidiane o lavorative
- Non ti reputi all'altezza
- Ti senti depresso e non riesci a gestire la situazione
- Ti ritrovi ad evitare particolari situazioni o attività
- Non riesci a smettere di pensare a una situazione traumatica che hai vissuto
- Hai difficoltà a prendere delle decisioni
- Per quanto ti sforzi, non vedi miglioramenti nel modo di gestire e vivere i tuoi problemi
- Vivi con apprensione o ansia alcune situazioni o in generale hai difficoltà a gestire gli stati ansiosi
- Noti un aumento di aggressività e alcuni tuoi atteggiamenti stanno diventando dannosi per te e per gli altri
- Abuso di alcool, di droga o di cibo o più in generale uso di sostanze dannose per far fronte alle difficoltà;
- Hai perso interesse per attività che prima amavi
- Vivi in maniera tesa e conflittuale le relazioni sentimentali
- Le persone che ti stanno più vicino dicono di sentirsi preoccupate per il tuo stato emotivo o psicologico.
- Vivi con difficoltà i cambiamenti
Ma la psicoterapia è consigliata esclusivamente in caso di malessere o disagio esistenziale?
Ultimamente sto notando una crescente domanda di psicoterapia con finalità di crescita personale, di valorizzazione delle proprie capacità e più in generale di miglioramento della propria qualità di vita