Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa Psicoterapeuta a Firenze

Dott.ssa Barbara Bandinelli - Psicologa Psicoterapeuta a Firenze

Sono la Dott.ssa Barbara Bandinelli, una Psicoterapeuta individuale, di coppia e di gruppo. Lavoro con Preadolescenti e adolescenti, oltre che con persone adulte, che presentano disagi emotivi e psicologici di vario tipo.

Lavoro da oltre 10 anni e ho maturato esperienze e competenze, prestando servizio in contesti pubblici e del privato sociale. La terapia consiste nel sostegno della persona e dei suoi legami, attraverso l'ascolto e la ridefinizione della sua sofferenza.

Ho un approccio rigoroso e non autoreferenziale. Collaboro con professionisti della salute mentale, in uno scambio efficace per la cura del paziente. 

Sono una professionista con esperienza nella cura delle patologie psicologiche e nel sostegno della persona, durante periodi di vita complessi e di passaggio.

SKYPE e la psicoterapia

Da più di 4 anni sto usando anche Skype per le mie sedute perché sì, le sedute con lo psicoterapeuta possono esser fatte anche a distanza di chilometri.

La mia esperienza è senza dubbio positiva sia per me, professionista, ma anche per le persone con cui parlo ogni giorno e in poche righe cercherò di spiegarti quelli che sono secondo me gli aspetti positivi e negativi di questo tipo di soluzione.

Penso che la psicologia moderna debba rimanere al passo con i mutamenti della società. I ritmi più frenetici, gli spostamenti continui e lo scarseggiare del tempo rendono sempre più difficoltoso trovare e dedicare del tempo per incontrare fisicamente lo psicoterapeuta nel suo studio e in questo, strumenti come Skype, sono utilissimi. Se il professionista o il paziente si trovano in trasferta non hanno bisogno di rinunciare al loro colloquio e tanto meno se uno dei due si trasferisce in un’altra città non è obbligatorio per il paziente trovare un nuovo professionista e dover ricominciare tutto da capo il delicato e impegnativo processo dell'aprirsi e raccontarsi, per poi eventualmente riuscire a costruire un legame professionale di fiducia e alleanza: basta una buona connessione ad Internet, un programma gratuito (Skype) e un PC.

 

Ma la psicoterapia on-line è efficace?

Il percorso di analisi che lo psicoterapeuta e la persona fanno è qualcosa di emotivo per entrambi. Lo strumento tecnologico potrebbe aiutare ma ci deve essere anche un “guardarsi negli occhi” per permettere che il dialogo diventi uno strumento di cura, questo è senz'altro possibile dentro la stanza di psicoterapia, dove lo psicoterapeuta incontra il paziente, ma se il professionista è sufficientemente preparato, anche i colloqui tramite Skype possono diventare uno spazio sicuro di ascolto, rilettura, contenimento ed elaborazione dei discorsi preziosi del paziente.

 

Diritto alla Privacy nella consulenza psicologica on-line

A proposito di sicurezza, un aspetto fondamentale da considerare anche nell’uso di Skype è la riservatezza e la privacy: così come per le sedute vis à vis, lo psicologo avrà cura di svolgere i colloqui in un ambiente protetto e riservato, con dispositivi protetti, garantendo così la massima riservatezza, inoltre farà firmare al paziente la copia dei documenti del consenso informato al trattamento dei dati personali e sensibili.

Ho prima accennato alle situazioni in cui può essere utile pensare ai colloqui psicologici tramite Skype, trasferimenti di città, trasferte di lavoro, di studio o per motivi personali, stati emotivi e psicologici che impediscono allo stato attuale il raggiungere lo studio dello psicoterapeuta, o situazioni di malattia o impedimento fisico che rendono impossibile o troppo difficile lo spostamento.

 

Le consulenze psicologiche on-line sono sempre efficaci?

Adesso però è opportuno anche far presente che la psicoterapia on-line non è efficacie sempre e per tutti, ci sono infatti situazioni psicologiche del paziente in cui non è consigliabile un rapporto professionale a distanza, in ogni caso sarà cura del terapeuta, così come avviene nell'incontro a studio, proporre al paziente una prima fase di conoscenza reciproca e valutazione clinica, composta da 2-3 colloqui, durante la quale sarà possibile comprendere quali strumenti è necessario mettere in campo, per rispondere alle necessità espresse dal paziente.

 

Lo studio di Psicoterapia di Firenze della Dottoressa Barbara Bandineli offre il servizio di consulenza psicologica professionale anche online.

Nella psicoterapia online paziente e psicologo comunicano in una chat o via Skype in tempo reale.

Se desideri maggiori informazioni sulla psicoterapia on-line o vorresti prenotare una consulenza online compila il modulo e sarai ricontattato in breve tempo.

 

Linee guida del Consiglio Nazionale dell Ordine degli Psicologi 

Riferimenti bibliografici:

La psicoterapia con internet, in Psicoterapia e Scienze Umane, XXXVII, 4:57-73 Wallace P. (1999), Dal computer alle reti telematiche: nuove forme di interazione sociale, ed. Guerini e associati Migone P. (2003), Anthony K. (2003), The use and the role of technology in counseling and psychotherapy, in S. Goss, K. Anthony “Technology in counseling and psychotherapy: a practitioner’s guide”, Hound Mills: Palgrave Macmillan, p. 13-35 Galimberti C., Riva G. (1997), La comunicazione virtuale., The psychology of the internet, Cambridge UK (trad. it. : La psicologia di internet, ed. Cortina, Milano, 2000)

Cos’è la depressione?

Sono depresso. Frase che viene pronunciata spesso ma, cosa significa "essere depresso"?

La depressione è un Disturbo del tono dell umore, e si distingue dal tono dell umore basso e anche dalla tristezza.

Per essere fatta una diagnosi psicologico clinica di Deprsssione bisogna che il tono dell umore permanga basso per un tempo mediolungo e venga accompagnato da altri sintomi che andremo poi ad elencare. Inoltre è necessario che l insieme dei sintomi vada a inficiare la qualità generale della vita, causando sofferenza forte e persistente, compromettendo le normali attività quotidiane.

Ovviamente non è possibile autodiagnosticarsi un malessere psicologico e questi vogliono essere solo spunti di riflessione e prime informazioni. Se si hanno dubbi a riguardo del proprio malessere, può essere necessario affidarsi ad un professionista della salute mentale. Sentirsi giù per qualche giorno è normale e fisiologico, soprattutto in seguito a eventi della vita vissuti come pesanti. Provare tristezza per il racconto di un amico che ha perso il lavoro o per una notizia drammatica in tv, è una reazione empatica e normale, ben diversa dalla situazione di depressione.

Dicevamo prima che per la diagnosi di depressione abbiamo bisogno di un insieme di sintomi che si presentino in contemporanea e che abbiano una persistenza nel tempo, vediamo nello specifico quali sono:

  • forte stanchezza che non passa con il riposo
  • difficoltà a trovare e mantenere la concentrazione
  • forte indecisione e forte senso di incertezza
  • perdita o aumento dell appetito
  • mancanza di desiderio sessuale
  • perdita o aumento del sonno
  • forte senso di colpa
  • mancanza di fiducia in se stessi e nel futuro
  • irritabilità e ansia
  • riduzione delle attività quotidiane e isolamento sociale
  • autosvalutazione e autocritica
  • pensieri di morte e ideazione suicidaria

 

Sono depresso o solo tremendamente triste?

La depressione, a differenza della tristezza e dell'umore basso, si contraddistingue, ad esempio, per l'impedimento che crea nella possibilità di affrontare la quotidianità, nell'assenza di piacere nelle attività che in passato davano soddisfazione.

Riconoscere un disturbo depressivo è di fondamentale importanza per la sua risoluzione, perché se curato la persona può ritrovare la serenità e la lucidità che merita.

La depressione non è uno stato d'animo transitorio, ma una condizione psicologica che necessita una presa in carico professionale. A differenza della tristezza, non passa da sola o con il sostegno delle persone care.

 

La depressione come condizione psicologica

Nel presente articolo questo tema viene trattato in modo conciso e necessariamente sommario, in realtà, secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), viene dedicata una intera sezione ai Disturbi dell Umore, e il disturbo della Depressione si suddivide a sua volta in una serie di sotto categorie che per vari motivi scelgo di non approfondire in questa sede.

Questo breve articolo invece ha lo scopo di aprire una riflessione su questo delicato tema, che spesso si presenta nella vita delle persone ma che viene ancora più spesso sottovalutato, cosicché, chi ne soffre, trova risposte dalle persone attorno a lui controproducenti e limitate: "sei uno sfaticato, non hai voglia di fare nulla, datti una mossa....".

Così facendo (questi sono solo alcuni esempi), pensando di spronare la persona a affrontare la propria quotidianità, si rischia invece di aumentare in lei il senso di inefficacia e inutilità che già prova, alimentando quindi il circolo vizioso della depressione. Voi direste a una persona che, ad esempio, ha una gamba rotta, "datti una mossa!"...?

Ecco, questo esempio paradossale proprio per dire che il dolore interno, psicologico, spesso non è meno grave e forte di quello fisico, ma viene troppo spesso misconosciuto e non percepito. Anche chi ne soffre in prima persona talvolta impiega del tempo per decidere di affrontarlo coi giusti strumenti e rischia di ricorrere a strategie compensatorie quali uso di sostanze stupefacenti e alcool, ritiro sociale, orari di lavoro estenuanti, onde evitare il vuoto interno e le relative emozioni sottese che, se percepite, risulterebbero insostenibili.

Il clinico, psicologo psicoterapeuta, che accoglie la domanda del paziente, dovrà svolgere un paio di colloqui psicologici con l'obiettivo di inquadrare la situazione specifica del paziente, la forma depressiva eventualmente in atto, le cause che l'hanno generata per poi pensare ad un progetto terapeutico necessario da mettere in atto per affrontare la richiesta del paziente, tutto ciò in un clima di ascolto professionale, rigoroso e rispettoso.

Non di rado, come per altri quadri sintomastologici, potrebbe essere utile una presa in carico ad assetto multidisciplinare, in sinergia con altri professionisti della salute mentale.

La psicoterapia permette alla persona che soffre di sentirsi compresa, accolta, ascoltata e parte attiva del suo percorso di cura.

Intraprendere un percorso di psicoterapia può aiutare ad evitare di mantenere lo stato depressivo o di ricadere in futuro nella depressione.

Se desideri maggiori informazioni contattami, sarò felice di risponderti.

E’ il momento giusto?

“Non ho l’eta’ per amarti”, cantava Gigliola Cinquetti a metà degli anni 60, quando i sedici anni erano considerati un’età prematura per una relazione amorosa. Ma il momento più giusto per prendere ua determinata scelta o vivere una determinata esperienza non e’ dettato solo da usi e costumi del sociale. La letteratura scientifica sul “perfect timing” è davvero vasta: non mancano ricerche in cui gli studiosi, sociologi, antropologi soprattutto Statunitensi, hanno scritto articoli in cui parlano delle fasi del ciclo di vita in cui e’ piu’ frequente fare determinate esperienze e/o scelte di vita, come ad esempio imparare una seconda lingua, sfoderare la propria creatività, sposarsi e far durare il matrimonio, stringere legami di amicizia durevoli, sentirsi sicuri di se stessi...

Io, in qualità di Psicologa clinica e Psicoterapeuta, ho di recente commentato un articolo uscito sul settimanale n. 27 di salute e benessere “Viversani e belli” a cura di Luana Trumino Luisi, e ho risposto ad alcune domande che l’autrice mi ha posto su questo interessante tema: quali sono i segnali che indicano il momento ideale per fare determinate scelte? Aspettare il momento giusto puo’ essere un modo per rimandare un’esperienza ed una scelta che non si ha voglia di prendere? Per le risposte e le altre domande che trattano questo tema Vi invito a leggere per intero l’articolo in forma cartacea che trovate in edicola a pagina 13 del settimanale, uscito il primo Luglio 2019.

Che cos'è l'ansia?

L'ansia è un sintomo psicologico caratterizzato da una sensazione di Forte preoccupazione e/o paura.

La paura è un sentimento che riguarda pensieri presenti e che permette di reagire ad eventi nel qui ed ora, l'ansia invece riguarda la preoccupazione per accadimenti futuri e per situazioni che si teme di non riuscire a gestire.

Non è sempre facile riconoscere l'ansia, anche perché essa può presentarsi sotto varie forme. La caratteristica che unisce le varie forme di ansia è la sensazione di allarme, che predispone il corpo ad una tensione fisica e che lo "prepara" ad una reazione di attacco-fuga. L'ansia è il sintomo che caratterizza la persona che si sente in pericolo, di fronte a situazioni nuove e imprevedibili, è la reazione di colui che si sente vulnerabile, indifeso. 

 

Differenze tra ansia sana e patologica

L'ansia è un sintomo molto utile per la "sopravvivenza" e l'adattamento dell'individuo e per il suo adoperarsi alla ricerca di soluzioni nuove. Un buon livello di ansia infatti aumenta la tensione fisica e l'attenzione, la reattività agli stimoli, "sveglia", se così si può dire, e rende maggiormente pronti a dare una risposta alle richieste che arrivano dall'esterno.

I problemi cominciano nel momento in cui l'ansia diventa ingestibile, ovvero aumenta fino a diventare insostenibile. A quel punto non è più un aiuto per la persona, ma bensì un ostacolo: annebbia la mente, blocca e indebolisce il fisico che, in preda ad un forte attacco di ansia, reagisce iperattivandosi o, al contrario, sentendosi debole.

Nel caso in cui l ansia diventa superiore alla possibilità per la mente di gestirla, si parla di angoscia e panico.

 

Sintomi dei disturbi d'ansia

I sintomi fisici e cognitivi caratteristici di un forte attacco di ansia e/o di panico sono:

  • Respiro corto e veloce (iperventilazione)
  • Sudorazione eccessiva
  • Palpitazioni
  • Tremori
  • Sensazioni di soffocamento e fame d'aria
  • Dolore e fastidio al petto
  • Nausea e disturbi addominali
  • Vertigini e sensazioni di testa leggera
  • Derealizzazione e depersonalizzazione
  • Paura di perdere il controllo e di diventare "pazzo"
  • Paura di morire

 

Differenze tra ansia e attacchi di panico

L'ansia è diffusa e fa un po da sottofondo, mentre l'attacco di panico può durare qualche minuto ed è definito dal DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) come un lasso di tempo preciso in cui la persona colpita prova paura o disagio intensi, in assenza di un vero pericolo, accompagnati da  almeno quattro dei sintomi elencati sopra.

 

Come gestire gli attacchi di ansia generalizzata

In un'ottica psicologica e psicodinamica, la terapia per affrontare, gestire e risolvere questo tipo di disagio, promuove la comprensione delle cause che generano nella persona questo tipo di risposta. Perché se è vero che apparentemente non sembra esserci un pericolo evidente nel qui ed ora dell attacco di panico, è pur vero che la persona che prova ansia forte ha diritto di essere accolta e ascoltata da un professionista,  e aiutata a trovare e a comprendere i motivi che generano e danno origine questo tipo di sintomatologia, peraltro molto dolorosa e talvolta invalidante.

Una volta attraversata nel percorso di psicoterapia questa prima tappa di ascolto del malessere, comprensione delle cause e della sofferenza provata dalla persona,  il sintomo solitamente regredisce, lasciando molto più spazio ed energia da impiegare per reagire alle cause che sottendono  il malessere in modo concreto e attivo.

Se desideri ulteriori informazioni sul trattamento dell’ansia generalizzata presso il mio studio di psicoterapia e supporto psicologico a Firenze, contattami e sarò lieta di risponderti quanto prima.

In collaborazione con lo studio di Psicoterapia di Novoli www.psicoterapia-firenze.it abbiamo pensato di organizzare a Firenze un ciclo di incontri di gruppo rivolti a studenti fuori sede, afferenti alle varie facoltà dell’Università degli studi di Firenze.

L’idea nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di pensiero e condivisione, sfruttando al meglio lo strumento del gruppo omogeneo. L'identità dello studente è di per sé un'identità in evoluzione, che si sviluppa in diverse fasi, dall'iniziale scelta della facoltà e della città dove frequentare, per poi passare allo stadio intermedio, che spesso dura anche anni, di studio, lezioni in facoltà, esami da preparare, per poi, quasi sempre, concludersi con la preparazione della tesi e il conseguimento della tanto agognata Laurea.

Se poi ci aggiungiamo allo stato di studente quello di fuori sede, ci ritroviamo a situazioni in cui la persona deve fare i conti con esperienze tanto complesse quanto intriganti, come la scelta di andare a vivere lontani dalla famiglia e dal luogo di origine, la gestione degli aspetti della vita quotidiana che spesso, fino ad allora, era delegata in toto ai genitori, il ritrovarsi a vivere in una città sconosciuta, spesso vissuta come dimensione cercata per sperimentarsi maggiormente in autonomia ma anche faticosa.

Lo studente universitario quindi vive in quella fase della vita in cui, uscito dal percorso della scuola superiore, si trova a fare scelte importanti per il suo futuro dovendosi un po’ affidare ad un misto di ambizioni e sogni. Cambiano la maggior parte se non tutti i compagni di studio, le reti sociali vanno ricostruite e se si decide, per vari motivi, di cambiare città, lo stile di vita cambia notevolmente.

Dentro questa realtà, tanto affascinante quanto inquieta, abbiamo pensato che lo strumento del gruppo, offrendo possibilità di condivisione, nello scambio e nel "fare rete", possa significare per i partecipanti potersi rappresentare parte di una appartenenza capace di alleviare il peso dell’anonimato che talvolta caratterizza il vissuto dello studente universitario fuori sede, e il gruppo può diventare il luogo in cui, attraverso le narrazioni attorno alle tematiche comuni, il partecipante possa sentire di far parte di un pensiero e di un percorso meno frammentato.

Presso il nostro gruppo di parola per studenti fuori sede a Firenze, organizzato da un'équipe di psicoterapeuti esperti delle problematiche riguardanti i giovani adulti, troverai quindi un servizio di aiuto psicologico e un luogo di ascolto e di aiuto rispetto alle possibili forme di disagio personale: dubbi sulle proprie capacità personali e sul proprio metodo di studio, rendimento accademico inadeguato, difficoltà nelle relazioni interpersonali, manifestazioni di ansia eccessiva e vissuti emotivi di malessere.

 

Obiettivi del servizio di consulenza e sostegno psicologico per studenti universitari

I nostri obiettivi sono:

  • Offrire allo studente la possibilità di confrontarsi con uno psicologo sulle difficoltà personali, relazionali, di studio che incontra nel percorso di formazione universitaria
  • Creare uno spazio psicologico d’ascolto
  • Rendere possibile l’individuazione di strategie idonee a fronteggiare il disagio personale e le difficoltà nel corso dell’esperienza universitaria
  • Creare uno spazio di ascolto e chiarificazione
  • Riflettere sul proprio metodo di studio valorizzando i punti di forza e modificando le criticità
  • Far fronte e gestire la paura e l’ansia legate alla situazione d’esame, soprattutto quando esse diventano eccessive
  • "Fare rete" con altri studenti di Firenze
  • Offrire la possibilità di confrontarsi tra pari sulle tematiche relative alla vita da studente fuori sede, sentendosi meno soli e cercando insieme nuove strategie

 

Come accedere al Gruppo di parola per studenti fuori sede a Firenze

Se desideri maggiori informazioni sul Servizio psicologico "gruppo di parola per studenti fuori sede a Firenze" è possibile chiamare la Dott.ssa Barbara Bandinelli al 328.24.39.494, il Dott. Davide Garau al 388 36 21 199 o la Dott.ssa  Elena Ponticelli al 349 47 50 688 o inviare un messaggio tramite apposito form.

 

Stress e senso di impotenza | Il Ritratto Psicologico di una Generazione

Oggigiorno lo stress, il senso di impotenza, le emozioni confuse e il malessere generale sono sempre più comuni. Quando la frequenza di questi stati d’animo cresce, fino a diventare un malessere quotidiano, è il momento di capirne il perché.

Il motivo profondo lo si trova nei grandi cambiamenti cui sta andando incontro la società attuale: questo riguarda le istituzioni, come le scuole, in cui gli insegnanti cambiano frequentemente e ‘privano’ i ragazzi di un punto di riferimento stabile e più in generale i gruppi, come le varie forme di associazioni di quartiere, dalle sportive, culturali e politiche fino al bar sotto casa, sempre meno sentite come punti fermi della nostra quotidianità. Lo stesso vale per le parrocchie, a lungo centri incontrastati di aggregazione, che oggi subiscono la laicizzazione della società perdendo quel ruolo. I punti di riferimento forse rimangono veri solo nei piccoli centri che riescono in qualche modo a difendersi da questi mutamenti antropologici, metre nella realtà cittadina ci sentiamo soli e non sappiamo con chi confrontarci.

Anche la famiglia è cambiata rispetto a quando era normale che più generazioni abitassero sotto lo stesso tetto aiutandosi reciprocamente, mentre ora, o non è più cosi, o non è vissuto serenamente dalle generazioni più giovani che possono vivere la cosa come ingerenza. Tutto è molto più complesso, perché è vero che da un lato c’è maggiore libertà, ma dall’altro questa libertà comporta la necessità di prendersi maggiori responsabilità che non possono essere delegate a questi punti di riferimento.

 

Locus of control: artefici del nostro futuro o vittime del nostro destino?

Per la mente tutto questo genera in realtà un allontanamento dalla possibilità di gestire le proprie vite, innescando una percezione del non averne potere, come se tutto dipendesse dall’esterno (locus of control esterno) che non fa altro che rendere le persone dipendenti e fragili. A questo stato di allarme, di paura, si reagisce con strategie volte a controllare il più possibile il contesto in cui si vive. Purtroppo però il controllo di tutto, oltre a non essere possibile, non è il modo migliore per adattarsi al meglio a queste nuove realtà. Esempi di controllo sono lerelazioni occasionali in crescita senza investimenti progettuali o le relazioni virtuali che durano anche anni senza trasformarsi mai , adolescenti che faticano a confrontarsi coi pari e familiari e che faticano a definirsi nei ruoli, aumento delle ludopatie etc. È importante perciò imparare ad ascoltare le emozioni e capire come metterle in dialogo con le persone care, ampliando le proprie consapevolezze per promuovere un cambiamento che ci porti ad avere una posizione attiva e propositiva nei confronti della vita e del mondo che ci circonda, accettandone le responsabilità e cogliendo le opportunità che questo comporta.

 

Il ruolo dello Psicologo e l'arte di ritrovare se stessi

Ricapitolando, le situazioni descritte possono comportare sensazioni di solitudine, tristezza, senso di instabilità profonda fino all’ansia, angoscia e a veri e propri attacchi di panico. Per uscire da questo labirinto è utile affrontare un percorso con un professionista psicoterapeuta allo scopo di capirne le cause e coltivare le proprie risorse interne, quali senso di adattamento, autostima, capacità di tessere relazioni stabili e fiducia, per aiutarci a stare meglio.

Firenze, 10/11/2018

Barbara Bandinelli,

 

Queste tematiche mi hanno portato ad organizzare insieme ad altri professionisti un incontro a Firenze nel Maggio 2018, dove abbiamo potuto dialogare rispetto a come i temi della precarietà e del controllo si collocano oltre che sugli aspetti psicologico di cui mi occupo anche nelle abitudini alimentari e percezione del dolore fisico.

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Ci sono dei momenti critici della vita (lutti, separazioni, perdita del lavoro, depressione post-partum, menopausa…) in cui può accadere di aver bisogno di un aiuto per poterli superare. Talvolta, pur non vivendo una situazione di particolare stress, si sente che le proprie risorse personali non vengono espresse pienamente e si sente il desiderio di scoprirle e di dare una nuova direzione alla propria vita.

Consulenza Psicologica: è uno spazio d’ascolto volto alla comprensione profonda di un problema e alla ricerca delle modalità di intervento più opportune. Può essere costituita anche da un solo colloquio.


Psicoterapia Individuale: in seguito alla fase di consulenza, può essere valutata l’opportunità di iniziare un percorso psicoterapeutico. Questo è un valido aiuto per la conoscenza di se stessi, la riscoperta delle proprie potenzialità e la risoluzione di eventuali problematiche.


Psicoterapia di Coppia: incomprensioni, tensioni col partner, senso di insoddisfazione, stallo di coppia: a volte anche pochi incontri di terapia di coppia possono aiutare a sbloccare situazioni di crisi anche acute, che spesso sono legate a problemi di comunicazione.


Psicoterapia Familiare: tensioni tra genitori e figli, preoccupazioni e dubbi dei genitori sui percorsi di crescita dei loro figli, le regole con i bambini e gli adolescenti, sostegno genitoriale…  Affrontando una problematica in modo precoce e mirato, si può aiutare la famiglia che attraversa una crisi a recuperare l’armonia e il suo buon funzionamento.

 

Contatta lo Psicologo di Firenze

Se desideri richiedere un appuntamento per una consulenza di Coppia presso i miei a Firenze puoi contattarmi al 328.24.39.494, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 20, oppure tramite l'apposita area

 

Psicoterapia per Adulti

 

Psicoterapia per Adulti

Quando a presentare una difficoltà psicologica, emotiva e/o relazionale e' un adulto, ci troviamo davanti ad un momento della vita di questa persona molto delicato, di sofferenza e di crisi, che va inteso cogliendone gli aspetti evolutivi. La crisi infatti porta al suo interno la possibilità di rottura rispetto a qualcosa di obsoleto, che chiede di essere cambiato. Se la fase di vita in cui la persona si trova, e' diversa da quella precedente, e' molto probabile che le strategie usate fino a quel momento per stare nelle situazioni, non funzionino più, e che la persona ne debba trovare delle nuove.

Questo e' chiaramente un discorso introduttivo molto generale, che poi deve essere personalizzato in base alla situazione soggettiva.

I sintomi che accompagnano le fasi di crisi possono essere molteplici, lo psicoterapeuta quindi, quando contattato dal cliente, proporrà un paio di colloqui, al fine di farsi aiutare a comprendere nel dettaglio la natura del sintomo stesso e il metodo di cura più adatto per curarlo. Durante questi primi colloqui, sara' cura del professionista porgere delle domande al paziente, al fine di indagare le varie aree della vita della persona stessa, per comprendere il contesto all' interno del quale essa si colloca e vive. 

In seguito, il professionista proporrà al cliente un progetto di cura e intervento psicologico e psicoterapeutico, che talvolta potrebbe necessitare della collaborazione con altri professionisti quali Psichiatri, Neurologi, Nutrizionisti... all'interno di un assetto di cura multidisciplinare e integrato. 

  

Psicoterapia individuale

La psicoterapia individuale è un percorso volto al raggiungimento di una maggiore consapevolezza di sé e del funzionamento della propria mente e del proprio stile relazionale.

Durante il percorso di cura, la persona può sperimentare come la maggiore consapevolezza sia un primo passo verso la comprensione delle problematiche e l'apprendimento di strategie attive che portano al benessere emotivo e relazionale.

 

Quando chiedere un consulto psicologico

Vediamo alcuni dei problemi che possono necessitare di un aiuto psicologico:

  • Attacchi di panico
  • Ansia e angoscia
  • Paura di non farcela ad affrontare un cambiamento
  • Forte tristezza e sentimenti di depressione
  • Difficoltà a gestire vissuti di collera e aggressività verso se stessi o/e gli altri
  • Disturbi del sonno e del comportamento alimentare
  • Difficoltà di concentrazione e conseguente difficoltà a portare a termine un lavoro
  • Mobbing lavorativo e stress correlato a situazioni lavorative
  • Separazioni e divorzi coniugali
  • Lutti e perdite di persone care, con conseguenti sentimenti difficili da gestire
  • Trasferimenti e cambiamenti vissuti come fonte di disorientamento
  • Difficoltà a gestire le relazioni con gli altri
  • Isolamento sociale e affettivo
  • Forte insicurezza e timidezza che comporta chiusura e blocco relazionale
  • Dipendenza affettiva, ludopatia, dipendenza dal lavoro o da sostanze
  • Stanchezza cronica e invalidante